Economia

Tfr volontario in busta paga: doppio stipendio a febbraio?

liquidazione tfr busta paga

La storia del trattamento di fine rapporto si infittisce. Il governo Renzi, secondo i quotidiani del lunedì, vorrebbe puntare su un piano diverso rispetto a quello annunciato da Renzi martedì a Ballarò, quando il presidente del consiglio ha sparato la cifra dei 180 euro in busta paga. L’esecutivo prepara due modifiche: la prima è la volontarietà: il lavoratore potrà decidere se ricevere il trattamento di fine rapporto in busta paga, con tassazione ancora da definirsi (e questa non è una questione secondaria, come vedremo). La seconda è l’ipotesi di trasferirlo tutto in un’unica tranche a febbraio.
 
TFR VOLONTARIO IN BUSTA PAGA: CHI PAGA?
Roberto Mania su Repubblica spiega i contorni della proposta:

Il perno della proposta è la volontarietà. Ciascun lavoratore (del settore privato o di quello pubblico) deciderà se ricevere l’anticipo del Tfr maturato nell’anno precedente Potrà anche scegliere se trasferire in un’unica tranche, a febbraio appunto,nella busta paga tutto l’ammontare maturato nell’anno precedente,oppure distribuirlo lungo l’arco dei dodici mesi.Per ora resteranno fuori dall’operazione i lavoratori che hanno già deciso di destinare il proprio Tfr a un fondo pensionistico complementare. A meno che tale opzione non sia già prevista dalcontratto collettivo di categoria che ha istituito il fondo.

La Stampa, invece, riporta al proposito le parole di Renzi di ieri:

«Quelli delle liquidazioni sono soldi dei lavoratori. La filosofia di chi vuole tenerli nelle aziende sembra essere protettiva: questi soldi te li metto da parte, per evitare che tu li bruci tutti insieme. Uno Stato-Mamma che fa passare il messaggio di non fidarsi dei lavoratori-figli. Per me è invece un cittadino è maturo e consapevole.E come accade intutto il mondo non può esserelo Stato a decidere per lui. Ecco perché mi piacerebbe che dal prossimo anno i soldi del Tfr andassero in busta paga mensilmente».

Libero pubblicava invece qualche giorno fa questo schema riassuntivo del piano del governo sul Tfr in busta paga:
tfr busta paga come funziona
Il Trattamento di fine rapporto oggi ha un valore di 25 miliardi l’anno: 5,2 vanno ai fondi pensione per il cosiddetto secondo pilastro della previdenza integrativa, per coloro che hanno scelto di destinarlo ai fondi. Altri 6 vanno all’Inps. Quattordici miliardi invece rimane nelle casse delle imprese, soprattutto le piccole e medie aziende che oggi si troverebbero in difficoltà.
 
TFR VOLONTARIO IN BUSTA PAGA: COSA CAMBIA
Rispetto all’ipotesi di lavoro precedente però qualcosa cambia.

Perché nel meccanismo suggerito dai tecnici, l’erogazione verrebbe finanziata da un apposito “Fondo anticipo Tfr” (Fatfr) costituito dalle banche e dalla Cassa depositi e prestiti(Cdp), oppure solo dalle banche previo accordo con l’Abi, l’Associazione degli istituti di credito. Dunque le aziende — si legge nella nota — «continuano ad operare come oggi senza alcuna modifica né nei loro costi né nell’esborso finanziario, versando (come prevede l’attuale normativa)il Tfr all’Inps (le imprese con più di 50 addetti), o versandolo ad un fondo integrativo, o seguitandolo ad accantonare in bilancio (imprese con meno di 50 addetti)».


In questo modo sarebbe centrale, nell’operazione, il ruolo delle banche:

Centrale il ruolo delle banche.I tecnici hanno ipotizzato due vie: la costituzione di un Fondo ad hoc, come abbiamo visto, con la partecipazione degli istituti e della Cdp; oppure un accordo con le banche in base al quale il prestito sia erogato dagli istituti di credito, garantiti della Cdp, a sua volta garantita dal Fondi di garanzia presso l’Inps. Il Fondo, tra l’altro, potrebbe «approvvigionarsi sul mercato finanziario e attingere direttamente alle risorse della Banca centrale europea(Bce)».

Leggi sull’argomento: Tfr in busta paga: 180 euro in più a che prezzo?