Opinioni

Il terremoto nel bellunese

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Tre scosse di terremoto si sono verificate nel bellunese. L’epicentro è a Voltago Agordino. La più forte è stata di 3.6 della scala Richter.
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La prima scossa, la più forte, è avvenuta alle 14.22, la seconda di grado 2.6 alle 14.26 e la terza di 3.1 alle 14.30. Le aree interessate sono quelle di Voltago e Taibon Agordino. Il movimento tellurico, secondo quanto reso noto dai vigili del fuoco, è avvenuto ad una profondità di 9 chilometri. Molte le telefonate giunte in questi minuti alla sala operativa del 115. Per ora non si segnalano danni.
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Il sisma è stato localizzato a 2 km dal comune di Voltago Agordino (BL), ad una profondità di 9 km. Dopo pochi minuti altre due scosse hanno colpito la stessa zona: alle 14.26 con magnitudo 2.6 vicino al comune di Taibon Agordino (BL) e alle 14.30 con magnitudo 3.1, sempre con epicentro vicino a Voltago Agordino (BL). Il terremoto avvenuto oggi nel Bellunese è stato generato da una piccola faglia, all’interno del meccanismo più generale che coinvolge la placca adriatica che, spinge al margine delle Alpi orientali, e poi la placca africana e quella eurasiatica. “E’ un’area nella quale in passato non si registrano terremoti importanti”, ha osservato la sismologa Lucia Margheriti, dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Risale alle 14:22 italiane la più forte delle tre scosse registrate dai sismografi, la cui magnitudo locale (ML, calcolata in automatico) è di 3,6, ricalcolata in seguito all’analisi di una maggiore durata dei sismogrammi in una magnitudo momento (MW) di 3,4. A fornire i dati sono stati i sismografi della Rete Nazionale che fa capo all’Ingv, insieme a quelli delle province di Trento e Belluno. Le altre due scosse, di magnitudo locale 2,6 e 3,1, sono state registrate rispettivamente alle 14:26 e alle 14:30. Voltago Agordino, Rivamonte Agordino, Taibon Agordino e Agordo i Comuni più vicini all’area dell’epicentro. E’ un’area, ha proseguito Margheriti, che in passato ha risentito soprattutto di forti terremoti avvenuti a una certa distanza, come quello del 1976 in Friuli.