Economia

TAV, la Brescia-Verona bloccata

danilo toninelli

Il Consorzio Cepav due – partecipato al 59% da Saipem – ha le autorizzazioni necessarie per avviare la cantierizzazione dell’area tra Lonato e Desenzano e iniziare così i lavori del primo lotto della Tav Brescia-Verona. Ma, scrive oggi Il Sole 24 Ore, è tutto fermo per motivi politici. I soliti:

Il 6 giugno – giorno in cui il Governo Conte incassa la fiducia delle Camere – Rete Ferroviaria Italiana e Consorzio Cepav due, partecipato al 59% da Saipem, firmano il contratto per la realizzazione del primo lotto costruttivo della tratta. Nel frattempo il neo ministro Toninelli annuncia il riesame del progetto Tav. Lo fa però con dichiarazioni pubbliche, non con atti formali.

Così, il 18 luglio il Consiglio comunale di Lonato (Bs), comune a guida Centrodestra, tra le proteste dei consiglieri Cinquestelle può concedere a Rfi e Consorzio Cepav due i permessi urbanistici per realizzare quattro aree di cantiere su un’area complessiva di 60mila metri quadrati, che si estende tra Castelvanzago e via Lavagnone, sul confine tra Lonato e Desenzano. Un permesso di 6 anni. Su quelle aree sono già iniziati i rilievi per avviare il progetto esecutivo approvato dallo stesso Comune, che prevede la realizzazione di tre villaggi prefabbricati che ospiteranno i 320 addetti del cantiere. I cantieri sorgeranno alle due estremità della galleria a doppia canna lunga 7.300 metri prevista dal progetto Tav tra Lonato e Desenzano. Di fatto la parte più corposa del primo lotto della tratta.

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Il tratto di TAV Brescia-Verona-Padova (Il Sole 24 Ore, 3 agosto 2018)

Ma c’è un però. Dopo le dichiarazioni del ministro Toninelli è tutto fermo, evidentemente perché il consorzio non vuole mettersi in rotta di collisione con il governo Lega-M5S:

Nel complesso si tratta di un appalto da 1,6 miliardi di euro. Il contratto prevede la realizzazione di un tracciato ferroviario di circa 48 km, compresi i 2,2 km dell’interconnessione «Verona Merci», di collegamento con l’asse Verona–Brennero, che interessa le province di Brescia, Mantova e Verona. Progetto atteso da anni e giudicato strategico da tutto il sistema produttivo del Nordest.

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