Economia

Tasse alle imprese: rinviate a giugno le scadenze di aprile e maggio

Per gli acconti in autoliquidazione di giugno non scatteranno sanzioni a chi versa almeno l’80% del dovuto basandosi sulle previsioni di incassi del 2020. Per gli autonomi con ricavi o compensi non oltre i 400mila euro non vale il sostituto d’imposta alle ritenute d’acconto per aprile e maggio, a patto che non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato

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Tutte le imprese e le partite Iva che hanno perso fatturato a marzo – almeno il 33% per quelle fino a 50 milioni e il 50% per le altre – non verseranno tasse e contributi ad aprile e maggio. I versamenti – Iva, ritenute e contributi – andranno tuttavia eseguiti entro il 30 giugno o in 5 rate mensili. Lo ha deciso il Decreto Imprese varato ieri dal governo Conte.

Le tasse rinviate a giugno e le scadenze di aprile e maggio

Per gli acconti in autoliquidazione di giugno non scatteranno sanzioni a chi versa almeno l’80% del dovuto basandosi sulle previsioni di incassi del 2020. Per gli autonomi con ricavi o compensi non oltre i 400mila euro non vale il sostituto d’imposta alle ritenute d’acconto per aprile e maggio, a patto che non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato. Le ritenute vanno saldate in unica soluzione entro il 31 luglio o in 5 rate mensili uguali. Per questa categoria il termine per consegnare le certificazioni uniche è differito al 30 aprile. Nel loro complesso le misure di rinvio, come spiega la relazione tecnica del decreto, riguarderanno 10 miliardi di euro tra tasse e contributi.

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Le misure economiche nel decreto legge sul Coronavirus (Il Sole 24 Ore, 29 febbraio 2020)

Non è tutto, spiega oggi Il Messaggero: nel decreto su Fisco e credito alle imprese c’è anche la sospensione generalizzata dei termini per non perdere i benefici per chi ha acquistato una prima casa con l’obbligo di rivendere un altro immobile entro dodici mesi; per chi ha venduto l’appartamento prima dei cinque anni con l’obbligo di acquistarne un altro entro diciotto mesi; e l’obbligo di trasferire la residenza nella nuova casa acquistata con le agevolazioni fiscali sempre entro 18 mesi.

I termini sono sospesi fino alla fine dell’anno. Quindi il riconteggio delle scadenze ripartirà solo da primo gennaio del prossimo anno. In questo modo si potrà porre rimedio al fortissimo rallentamento delle attività di compravendita e al quasi totale blocco delle attività di ristrutturazione, fattori che rendono difficile il rispetto delle scadenze di legge. Non c’è invece traccia, almeno per il momento, all’interno del provvedimento, della possibilità per i Comuni di far slittare il pagamento degli acconti dell’Imu, l’imposta sulla casa, e della Tari, la tariffa sui rifiuti, previsti per il prossimo 15 giugno.

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La mappa delle misure di sostegno a professionisti e partite IVA (Il Sole 24 Ore, 30 marzo 2020)

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