Politica

Il Tar della Campania sospende l’ordinanza di De Luca che rimandava a febbraio il rientro a scuola

Sospesa per decisione del Tar della Campania l’ordinanza del governatore Vincenzo De Luca, che aveva disposto la chiusura delle scuole fino alla fine del mese di gennaio

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Sulle scuole in Campania la spuntano – in extremis – gli oppositori della didattica a distanza, come le associazioni “no Dad” e il Codacons, che avevano presentato ricorso al Tar contro la decisione del governatore Vincenzo De Luca di ritardare il rientro in classe degli studenti alla fine del mese di gennaio. La quinta sezione del tribunale, presieduta da Maria Abbruzzese, ha quindi sospeso l’ordinanza che prevedeva per la data del 29 gennaio la ripresa della didattica in presenza per le scuole dell’infanzia, elementari e medie. Il ricorso era stato presentato la scorsa settimana da alcuni genitori rappresentati dagli avvocati Giacomo Profeta e Luca Rubinacci. Contestualmente, è stata accolta anche l’istanza cautelare presentata dalla presidenza del Consiglio e dai ministeri dell’Istruzione e della Salute.

Il Tar della Campania sospende l’ordinanza di De Luca che rimandava a febbraio il rientro a scuola

Tutti in aula, quindi, già da domani, rispettando le disposizioni uniformi per tutto il territorio nazionale varate dal governo e richiamate dal Tar nella sua decisione. Si tratta infatti di una “dettagliata normativa, di rango primario” che esclude altri interventi e taglia fuori l’ordinanza di De Luca. Il giudice ha infatti ricordato che “le ordinanze emergenziali si giustificano nell’ordinamento, e si fanno legge nel caso concreto, solo ove ricorra, oltre all’urgenza, la mancanza di altra regola che abbia previsto la fattispecie e l’abbia regolata”. Una misura, quella di chiudere le scuole per circa un mese, giudicata quindi eccessiva, anche alla luce del fatto che la Campania non è nemmeno in zona gialla. Negli atti integrativi depositati al Tar, la Regione aveva spiegato di aver motivato la sua ordinanza sulla base dello scenario disegnato per la Campania nel report numero 86 della Cabina di Regia Nazionale, che la vede al livello di “massimo gravità”. La decisione – viene spiegato – tiene conto anche della maggiore capacità di diffusione della variante Omicron, che ha reso molto più difficile eseguire i tracciamenti, nonché dei focolai registrati prima della chiusura natalizia nelle fasce della popolazione giovanile.