Economia

Il taglio (nascosto) al reddito di cittadinanza

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L’ultima relazione tecnica del decreto che istituisce il reddito di cittadinanza e quota 100 facendo decollare da aprile il nuovo strumento di politica attiva e contrasto alla povertà scrive nero su bianco che i nuclei che beneficeranno di reddito e pensione di cittadinanza sono un milione e 248mila unità (erano un milione e 322mila nella relazione tecnica della scorsa settimana – quindi, nell’ultima versione del provvedimento si contano 74mila nuclei in meno). Le famiglie composte da soli stranieri sono 154mila (241mila a cui vanno però sottratti 87mila nuclei non eleggibili, perché non in possesso dei requisiti richiesti ( i 10 anni di residenza in Italia, di cui gli ultimi due continuativi, ndr), per un tiraggio di circa un miliardo.

reddito di cittadinanza
Le tappe per l’ottenimento del reddito di cittadinanza (Corriere della Sera, 24 gennaio 2019)

Spiega oggi Repubblica che rispetto al milione e 778 mila che vivono in povertà assoluta – non in grado cioè di provvedere ai bisogni elementari – e certificate da Istat, significa il 30% in meno. E vuol dire anche che la cifra di 5 milioni di poveri – evocata a più riprese dal ministro e vicepremier pentastellato Luigi Di Maio come destinataria del sussidio – semplicemente non esiste più. Ridotta dalle nuove stime a 3 milioni e mezzo. Numeri ridimensionati che però riportano l’assegno medio a 500 euro al mese nel 2019, comprensivo del sostegno alle spese per l’abitazione (affitto o mutuo). Una cifra media – il reddito oscilla da un minimo di 40 ad un massimo di 1.638 euro al mese per le famiglie numerose – che si conferma più o meno anche negli anni successivi, soprattutto facile da comunicare. Ridotta anche la dote per la riforma dei centri per l’impiego, dai 2 miliardi previsti in legge di bilancio agli 1,7 miliardi effettivi tra 2019 e 2020. Una parte dei soldi servirà per assumere 10 mila operatori: 6 mila navigator precari con contratto di collaborazione biennale in capo ad Anpal Servizi Spa (mezzo miliardo) e 4 mila addetti stabili a carico delle regioni (ma non esiste ancora la ripartizione delle risorse, 120 milioni nel 2019 e 160 milioni dal 2020).

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