Economia

Il taglio delle tasse per gli italiani che tornano dall’estero

italiani all'estero chi sono 1

Il Sole 24 Ore spiega e racconta oggi i regimi fiscali agevolati per far rientrare o attirare nel nostro Paese quello che la burocrazia chiama “capitale umano”. Gli sconti sono stati appena potenziati dal Parlamento approvando il decreto crescita (Dl 34/2019, convertito dalla legge 58). E mettono l’Italia in pole position nella competizione fiscale con gli altri Paesi, con una riduzione dell’Irpef che, a seconda dei casi, può andare dal 64 fino al 93 per cento. Una gara a colpi di bonus, comunque, controversa. Criticata da chi paventa il rischio di un “turismo fiscale” senza freni. E sostenuta – al contrario – da chi ritiene che l’Italia debba combattere la concorrenza di altri Stati e la fuga dei cervelli, con gli iscritti all’Aire ormai a quota 5,3 milioni nel 2018. Sta di fatto che queste misure sono state varate sia dai governi di centrosinistra sia da quello gialloverde.

taglio tasse ritorno italiani estero
Il taglio delle tasse per gli italiani che tornano dall’estero (Il Sole 24 Ore, 8 luglio 2019)

Il decreto crescita fa leva su quattro direttrici. La riduzione dell’imponibile tassato (dal 50 al 30%), l’estensione del bonus a chi avvia un’impresa o non ha titoli di studio particolari, la possibile proroga per altri cinque anni dopo il primo quinquennio e il supersconto per chi si trasferisce al Sud (imponibile ridotto al 10%). In parallelo, aumentano e si allungano gli incentivi per ricercatori e docenti. Molte di queste modifiche recepiscono le istanze degli impatriati e degli expat, ma non tutte le richieste sono state ascoltate.

Leggi anche: Ma perché Virginia Raggi non va a vedere se è chiusa la metro a Barberini?