Opinioni

Susanna Ceccardi e il candidato PD che le dà della cagna

Susanna Ceccardi e la Lega accusano Eugenio Giani di aver dato della “cagna” alla candidata del Carroccio alla presidenza della Regione Toscana per colpa dell’intervista rilasciata al Corriere della Sera in cui il presidente del Consiglio Regionale della Toscana dice che è “al guinzaglio di Salvini”. La risposta “incriminata” è questa:

Pensa che la Toscana sia divenuta contendibile per la prima volta, come ha spiegato la sua avversaria?
«In Emilia Romagna i leghisti dicevano le stesse cose, mi sono sentito con il presidente Bonaccini l’altro giorno ed ho subito capito: stanno facendo una campagna fotocopia, dove il mio avversario è Salvini che si porta dietro al guinzaglio una candidata».

susanna ceccardi guinzaglio salvini eugenio giani

Ceccardi utilizza una tattica di comunicazione politica che è vecchia come Matusalemme: dice che non vuole fare la vittima e intanto fa la vittima, con la pagina della Lega a tirarle la volata.

Non voglio fare la vittima, una certa sinistra griderebbe allo scandalo se un nostro esponente dicesse a una donna dello schieramento avversario che è buona soltanto a stare al guinzaglio come una cagna: si leverebbero le grida di indignazione a livello internazionale. No, io non mi sento una vittima.

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Si tratta, tra l’altro, della stessa strategia utilizzata da Lucia Borgonzoni quando era candidata in Emilia-Romagna, che non ha portato tantissima fortuna alla parlamentare che doveva dimettersi per entrare in consiglio regionale ma poi non lo ha fatto (a proposito, la Ceccardi invece lascerà la poltrona di europarlamentare?). Peccato che, vista la grande attenzione con cui legge i giornali, Ceccardi non si sia accorta della rubrica che le ha dedicato Aldo Grasso in prima pagina proprio sul Corriere:

La ricordiamo ospite fissa di Announo di Michele Santoro (era giovane, era determinata) intenta a esprimere pensieri come questo: «Chi mi accusa di tenere più alla vita di un chihuahua che alla vita di un immigrato, non capisce che i chihuahua non sbarcano a migliaia sulle nostre coste». Quando diventa sindaco si rifiuta di appendere la foto del presidente della Repubblica, perché «Mattarella è un retaggio dell’Ancien Régime».  Negli anni si è distinta per la lotta all’unione civile delle coppie gay («Il registrucolo  degli amanti omosessuali»), ai migranti, a chi aiuta i migranti e per una squisita sensibilità femminista: «La violenza è parte dell’uomo e della donna, è parte della natura». Che si menino! Si è anche sostituita all’Unità di crisi della Farnesina per  recuperare degli italiani in vacanza alle Canarie, bloccati per l’emergenza coronavirus.

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