Economia

Da settembre stop al superticket da 10 euro

Si calcola che saranno circa quindici milioni i cittadini che risparmieranno. Il superticket è un balzello aggiuntivo, che si aggiunge al ticket (pagato da chi non fruisce dell’esonero dovuto a reddito, età o patologia). Quest’ultimo resta ed è variabile a seconda delle prestazioni (al massimo 36 euro

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Da martedì primo settembre viene abolito il superticket da 10 euro per le prestazioni diagnostiche e specialistiche in tutta Italia come era già in alcune regioni. Ora non ci saranno più differenze territoriali o di reddito:

A ricordare la novità, la cui entrata in vigore è prevista dall’ultima legge di bilancio, è stato ieri il ministro della Salute, Roberto Speranza: «Ogni volta che una persona non si cura come dovrebbe per motivi economici siamo dinanzi a una sconfitta per tutti noi e a una violazione della Costituzione. Per questo a dicembre abbiamo approvato la norma che entra in vigore dal primo settembre. Il Superticket è abolito e nessuno lo pagherà più». Grande la soddisfazione di tutte quelle associazioni, come Cittadinanza Attiva ma anche il Codacons, che da anni chiedevano che «la tassa iniqua» venisse cancellata. Apprezzamenti anche da parte dei medici. Per Filippo Anelli, presidente Fnomceo (Federazione nazionale Ordini dei medici), il superticket «aveva creato molte diseguaglianze nel Paese perché c’erano Regioni che ancora lo avevano, altre che lo avevano tolto. Si tratta di un passo avanti nella direzione dell’equità». Esultano (e quasi litigano per attestarsi il merito della misura) i vari partiti della maggioranza parlamentare e i loro esponenti.

Erano tantissimi i cittadini che, da quando il superticket è stato introdotto nel 2011 (in realtà era stato varato nel 2006 dal governo Prodi, ma era rimasto lettera morta per cinque anni), per molti esami avevano rinunciato a effettuare i dovuti controlli. Circa quattro milioni di persone, secondo alcune stime. Nato per colmare i buchi dei bilanci sanitari, il superticket a conti fatti è servito invece ad aumentare i clienti dei laboratori privati che, per una serie di esami più comuni (urine ed emocromo, ad esempio, ma anche semplici radiografie) sono riusciti ad offrire le stesse prestazioni in tempi più rapidi e a costi inferiori tra il 30 e il 50% rispetto alle tariffe della sanità pubblica. A un anno dall’introduzione del superticket, nel 2012, gli esami diagnostici erogati dal sistema sanitario nazionale erano già calati del 17,2%.

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Quanto costano ticket e superticket nella sanità (Repubblica, 6 ottobre 2017)

Si calcola che saranno circa quindici milioni i cittadini che risparmieranno. Il superticket è un balzello aggiuntivo, che si aggiunge al ticket (pagato da chi non fruisce dell’esonero dovuto a reddito, età o patologia). Quest’ultimo resta ed è variabile a seconda delle prestazioni (al massimo 36 euro). Il ticket su ricette ed esami diagnostici porta ogni anno nelle casse pubbliche circa 1,3 miliardi di euro. Per eliminare il superticket il governo ha stanziato 165 milioni di euro nel 2020 e 490 per gli anni successivi. Fondi che andranno a ristorare la sanità regionale, anche i bilanci delle regioni che già avevano eliminato il balzello totalmente o parzialmente.

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