Economia

SuperEnalotto, il jackpot da 200 milioni: le possibilità di vincere

I picchi, come oggi, a cavallo dei mesi: negli ultimi giorni il portafoglio è vuoto ma le spese restano piene, nei primi lo stipendio fresco permette il brivido del potenziale milionario per caso

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Un jackpot da 200 milioni per il Superenalotto. L’estrazione di oggi non lascia dormire: chi centra la sestina può portarsi a casa oltre 200 milioni di euro, storico primato nazionale. Ieri il montepremi ha toccato i 199,4 milioni, le ultime giocate sfonderanno il muro d’oro che sta facendo salire la febbre ad un Paese che fatica a vivere ignorando la crisi.

L’ultima sestina esatta risale al giugno di un anno fa: 51,3 milioni distribuiti in tutta Italia grazie a sistemi da 45 quote. Oggi è un altro universo. Da gennaio il SuperEnalotto ha raccolto un miliardo di giocate, nessuno ha mai sbancato, chi ci riesce può aver bisogno di uno psicologo con esperienza. Ma si dimentica, spiega oggi Gianpaolo Visetti su Repubblica, il calcolo delle percentuali:

Probabilità, si fa per dire, remote. I matematici calcolano una possibilità di vittoria su oltre 622 milioni. Più facile, secondo il calcolatore del Cnr, che un asteroide colpisca la Terra: o che componendo un numero telefonico a caso negli Usa risponda Sharon Stone, o che un bancomat sputi banconote pigiando tasti alla cieca. Non impossibile, però. […]

Decine le stesse ricevitorie in vendita: non basta la commissione lorda dell’8% sulle giocate per tirare avanti. «Prima vendevo auto – dice Raffaele Bergamaschi, simbolo di piazzale Cadorna – da sedici anni vendo sogni. Se prometti 200 milioni la gente corre: ma la verità è che anche il gioco tradizionale è al tramonto. Tira la fortuna che costa poco, paga poco e lo fa spesso. Ci si accontenta di brividi modesti perché è l’esistenza della maggioranza ad essere tornata mediocre».

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Sempre di più, non solo a Milano,  le ricevitorie in mani cinesi. Prima sostituivano parrucchieri, baristi, sarti e cuochi. «Adesso aiutiamo chi gioca – dice Michel Wang, titolare del caffè-tabacchi della stazione centrale – e garantiamo i servizi. La gente paga multe e bollette, il resto lo investe nella sorte. Nemmeno in Cina la fede nella dea bendata è tanto assoluta».

I picchi, come oggi, a cavallo dei mesi: negli ultimi giorni il portafoglio è vuoto ma le spese restano piene, nei primi lo stipendio fresco permette il brivido del potenziale milionario per caso. Non sarà il miliardo e mezzo di euro piovuto in autunno sulla Carolina del Sud con la lotteria Mega Millions. Ma 200 milioni, anche a Milano, sono troppi per dormire come sassi: per non guardare con il sole negli occhi quelle sei «ics» tra l’1 e il 90.

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