Economia

Il rischio multe sul Superbonus 110%

Le Entrate monitoreranno i requisiti per ottenere le agevolazioni statali con verifiche fino a otto anni. Previste multe dal 100 al 200% per il credito che è stato utilizzato in maniera non regolare

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Per il Superbonus 110% è meglio fare le cose in regola perché l’Agenzia delle Entrate monitorerà  i requisiti per ottenere le agevolazioni statali con verifiche fino a otto anni. E sono previste multe dal 100 al 200% per il credito che è stato utilizzato in maniera non regolare. Spiega oggi Il Messaggero che l’Agenzia delle Entrate sta mettendo a punto una struttura ad hoc per verificare
dettagliatamente le eventuali violazioni delle richieste del superbonus 110%. Il Fisco, ed è questa la novità più rilevante, condurrà le verifiche sulle cartelle dei contribuenti, che potranno avere una durata anche fino a otto anni. Un termine molto ampio che ha l’obiettivo di stanare i furbi.

Nello specifico sotto attenta osservazione dell’Agenzia delle Entrate finiranno le opzioni per la cessione e lo sconto in fattura: il fornitore che ha applicato lo sconto o i cessionari che hanno acquistato il credito d’imposta potrebbero incorrere in sanzioni serie. A destare preoccupazione per i funzionari dell’ente sarebbero le possibili furberie compiute su cessione e sconto in fattura. Di fronte a un caso di concorso nella violazione, il fornitore o cessionario compiacente parteciperebbe in modo solidale. La misura sanzionatoria, come si legge nel testo del provvedimento approvato dal governo, va dal 100% al 200% dei crediti inesistenti utilizzati. I controlli fiscali nel caso delle detrazioni del 110% da parte del beneficiario seguiranno l’iter classico. L’Agenzia delle Entrate di norma si occupa di controlli di natura prettamente documentale, ma in questo caso le indagini non saranno limitate ai verifiche fiscali, ma per situazioni particolarmente sospette, l’Agenzia e farà ricorso al tribunale, in quanto ha l’obbligo per legge di inoltrare gli atti alle Procure.

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I costi massimi di congruità per ecobonus e sismabonus (Il Sole 24 Ore, 23 luglio 2020)

A loro volta I magistrati avranno poi il compito di indagare sull’eventuale reato di indebita compensazione di crediti non spettanti o inesistenti. Una volta controllata la posizione e rilevata il mancato possesso anche di parte dei requisiti, il Fisco deve procedere al recupero dell’importo equivalente. Coloro che avranno goduto illegittimamente degli incentivi dovranno pagare la somma
portata in detrazione, maggiorata di interessi e sanzioni.

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