Economia

Il superbonus 110% e le offerte delle banche

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Il Messaggero oggi spiega come funzionano le offerte delle banche sul superbonus 110%: per venire incontro a chi non ha la possibilità di anticipare i soldi per eseguire i lavori, la norma che istituisce l’agevolazione ha previsto anche la possibilità di cedere il credito all’impresa, il cosiddetto sconto in fattura (che l’azienda a sua volta può cedere a un altro intermediario) o direttamente a una banca.

E qui infatti entrano in gioco gli istituti di credito, alcuni già partiti con campagne pubblicitarie dedicate. «Oltre alla riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano, l’iniziativa può innescare un volano in grado di offrire un sostegno concreto all’economia nazionale in questo difficile momento di ripartenza post emergenza epidemiologica», afferma Fabiano Fossali, responsabile direzione Mercati e prodotti di Banca Monte dei Paschi di Siena.

Fra gli istituti che hanno fatto da apripista per sfruttare l’opportunità offerta dal superbonus c’è Bnl, che punta da tempo su prodotti orientati alla sostenibilità ambientale. «Con lo sconto in fattura un condominio o un proprietario di casa potranno fare i lavori a costo zero», affermano dall’istituto romano. Come funzionerà? In sostanza se l’impresa non ha bisogno di liquidità per avviare l’intervento una volta terminata la ristrutturazione e ottenute le asseverazioni e le certificazioni di conformità previste dalle norme potrà cedere il credito alla banca. Il costo della cessione, spiegano ancora alla Bnl dove stanno ancora mettendo a punto le offerte, dovrebbe essere non superiore al 10% dell’importo dei lavori, e quindi l’istituto restituirà l’intera spesa sostenuta per migliorare le prestazioni della casa o del condominio.

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Superbonus 110%: il vademecum operativo (Il Sole 24 Ore, 30 luglio 2020)

Se invece l’azienda per avviare la ristrutturazione ha bisogno di liquidità potrà chiedere un finanziamento temporaneo (ai tassi di mercato che si aggirano sul 2,5-3% annuo) e al termine dei lavori, sempre dopo aver ottenuto tutte le certificazioni necessarie, l’istituto acquisirà il credito fiscale, chiuderà il prestito ed erogherà all’impresa la parte residua del credito. Il bonus fiscale potrà essere ceduto alla banca anche direttamente dal contribuente che esegue i lavori, se l’impresa non vuole accollarsi il credito.

E anche in quel caso il costo della cessione, puntualizza sempre Bnl, non dovrebbe superare il 10% dell’importo, consentendo quindi di recuperare l’intero costo dell’intervento. Va tenuto presente infatti che per beneficiare della detrazione è necessario avere una capienza fiscale sufficiente. In altre parole, se si eseguono lavori per 50mila euro, il fisco ne restituirà 11mila in 5 rate. Quindi è necessario che chi ha commissionato i lavori paghi almeno 11 mila euro di tasse all’anno altrimenti non sarà possibile usufruire pienamente del beneficio.

Anche gli altri grandi istituti, a partire da Intesa Sanpaolo e Unicredit, stanno preparando offerte dedicate sul superbonus.

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