Economia

Il superbonus 110 a rischio se ci sono uffici nel palazzo

Usare il Superbonus 110% in un condominio in cui sono presenti troppi uffici potrebbe essere complicato

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Usare il Superbonus 110% in un condominio in cui sono presenti troppi uffici potrebbe essere complicato. Una circolare interpretativa emanata dall’Agenzia delle Entrate per fornire indicazioni operative sul bonus spiega infatti che c’è una distinzione tra edifici «a prevalente destinazione residenziale» e no. Nel primo caso i condomini hanno unità immobiliari destinate a residenza in percentuale superiore al 50%. Se accade il contrario, ovvero se gli uffici superano il numero degli appartamenti l’edificio non è più da ritenersi residenziale. Cosa succede in questo caso se si vuole accedere a Ecobonus e sismabonus?

 

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Come funziona il superbonus per i lavori in casa (Libero, 9 maggio 2020)

Secondo quanto riportato nella circolare dell’Agenzia, spiega il Centro studi Eutekne, che sul tema sta per pubblicare un approfondimento, se l’edificio condominiale è «a prevalente destinazione residenziale», è possibile ammettere al superbonus al 110% tutti i proprietari e i detentori di unità immobiliari che sostengano spese per interventi agevolati sulle parti comuni dell’edificio, cioè sia i proprietari e i detentori di unità immobiliari residenziali, sia i proprietari e i detentori di unità immobiliari non residenziali, come uffici e negozi. Se invece l’edificio non è «a prevalente destinazione residenziale», e dunque ci sono più uffici e negozi che appartamenti, è possibile ammettere al super-bonus al 110% solo i proprietari e i detentori di unità immobiliari residenziali che sostengano spese per interventi agevolati sulle parti comuni dell’edificio, mentre i proprietari e i detentori di unità immobiliari non residenziali restano esclusi dal super-bonus al 110% sulle spese che sostengono anch’essi, per quota parte, su quei medesimi interventi sulle parti comuni dell’edificio.

Ma se i proprietari di uffici e negozi non potranno usufruire del bonus sarà difficile mettersi d’accordo per lavori sulle parti comuni per tutti i condomini. Ma il decreto agosto dice altro: il decreto 34/2020, spiega Eutekne, «non pone distinguo di sorta circa la natura e composizione dell’edificio condominiale, dovendosi
dunque ritenere che il super-bonus al 110% possa competere anche nel caso in cui il condominio non sia a prevalente destinazione residenziale»

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