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Super Green Pass come la Stella di David: il post osceno del leader dei “no pass”

Marco Liccione, leader delle proteste contro il Green Pass, rianima il filone dei paragoni tra certificato verde e segregazione nazista pubblicando la foto di una famiglia ebrea con la Stella di David

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Sembrava essersi interrotto, e invece torna nuovamente nel dibattito sul Green Pass il parallelismo con la segregazione nazista ai tempi della Seconda guerra mondiale. A rilanciare il paragone ci ha pensato questa volta Marco Liccione, uno dei leader italiani della protesta contro il certificato verde, che sul suo profilo Facebook ha pubblicato una foto di una famiglia ebrea con la Stella di David appuntata sul petto. Un post che incita alla rivolta e che arriva dopo la decisione del governo di limitare le libertà dei non vaccinati istituendo il “Super Green Pass”, scaricabile soltanto da chi ha scelto di immunizzarsi o è guarito dal Covid. Liccione spiega il suo punto di vista con una citazione di un ebreo ungherese dal documentario “Gli ultimi giorni”: “Le persone si chiedono come mai non abbiamo fatto qualcosa, non siamo fuggiti, non ci siamo nascosti. Beh, le cose non sono successe all’improvviso, le cose sono andate molto lentamente. Ogni volta che usciva una nuova legge o una nuova restrizione dicevamo: beh, solo un’altra cosa, esploderà. Quando abbiamo dovuto indossare la  stella gialla per stare fuori, abbiamo iniziato a preoccuparci”. La chiamata a raccolta, poi, contiene un evidente errore grammaticale: “Svegliamoci prima che sarà troppo tardi”.

La sua iniziativa social ricorda in parte e in maniera meno eclatante le scene di Novara, quando lo scorso 30 ottobre alcuni manifestanti sfilarono per la città travestiti da deportati di Auschwitz paragonando il certificato verde alla discriminazione antisemita. Il post con l’uso strumentale della Stella di David, che ha suscitato lo sdegno della Comunità ebraica torinese, è già finito sul tavolo della Digos di Torino che riferirà in procura del contenuto del messaggio.

Tra i commenti c’è definisce l’obbligo vaccinale “lo sterminio più grande della storia” e chi inneggia “alla marcia su Roma”. Lui, però, nega ogni riferimento a quanto accaduto alla fine dello scorso mese. “Il mio post dice altro – spiega Liccione a margine di una manifestazione solitaria davanti al Comune di Torino – e dice che stanno ghettizzando le persone. Quelle del mio post sono parole forti, lo riconosco, ma non possiamo non esprimerci diversamente per far sentire in modo chiaro il nostro stato d’animo. Perché devo stare a casa? Perché questi devono legiferare alle nostre spalle senza che nessuno dica niente. Chi dice che bisogna ghettizzare i non vaccinati è un nazista”.