Opinioni

E l'onorevole lombardo M5S chiese l'immunità contro Salvini

“I 5 stelle ‘anti-casta’ si difendono chiedendo l’immunità. Come cambiano i tempi…”. Così Matteo Salvini commenta la decisione del consigliere regionale lombardo grillino Stefano Buffagni di invocare l’insindacabilità dei consigliere regionali per le opinioni espresse nel processo in cui l’esponente dei 5 Stelle è imputato per averlo diffamato sul web. Il leader leghista è a Palazzo di Giustizia di Milano per essere sentito come parte offesa nel processo in cui Buffagni è accusato di averlo indicato come “parte di un sistema marcio che sta infettando le istituzioni e che brucia i soldi dei lombardi e che se Roma c’era Pd e Mafia Capitale, in Lombardia il sistema è in mano alla Lega, ma alla fine sono sempre i cittadini a pagare”.
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Attraverso il suo legale Caterina Malavenda, Buffagni ha invocato per queste dichiarazioni l’articolo della 122 della Costituzione in base al quale “i consiglieri regionali non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni”.
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Nel maggio 2016 Buffagni aveva attaccato Matteo Salvini e il suo spin doctor Luca Morisi per il caso della realizzazione del nuovo sito internet della struttura sanitaria per una cifra di 35mila euro, affidata proprio a Morisi. Un mese dopo sul sito di Grillo Buffagni era passato all’attacco:

Il M5S vuole smantellare questo sistema marcio che sta infettando le istituzioni in Lombardia e che brucia i soldi dei lombardi. Noi siamo gli occhi dei cittadini nelle istituzioni, perché ogni “favore” ad un amico è un opportunità in meno per un cittadino onesto. Da quando siamo stati eletti combattiamo per fermare il propagarsi della ragnatela leghista, e anche in questo caso presenteremo un’interrogazione che chiede di far luce sulle sconsiderate assegnazioni di appalti nell’ASST della Franciacorta. Il vento è cambiato. Prima facevano i comodi loro, ora c’è una forza politica che fa realmente opposizione ed è pronta a governare per tutelare solo gli interessi dei cittadini, premiando il merito e la competenza, non il colore della tessera di partito.

Ora la richiesta di avvalersi dell’articolo 122.