Opinioni

Stefania Batzella: la consigliera piemontese che lascia il M5S e accusa i grillini

Il Movimento 5 Stelle perde in Piemonte un consigliere regionale. Stefania Batzella, pentastellata della prima ora e attivista No Tav della Valle di Susa, ha annunciato all’agenzia di stampa ANSA “la decisione sofferta ma obbligata di lasciare il gruppo”. “Lo slogan ‘uno vale uno’, tra i principi fondanti del Movimento, sembra non trovare applicazione all’interno del gruppo, dove le gerarchie prevalgono sugli spazi, sul bene comune, sui meriti”, sostiene. “Mi sento discriminata – aggiunge – e lesa nella dignità”.
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Non ci sono annunci della decisione di Batzella sul suo profilo e sulla sua pagina Facebook, che non era aggiornata da molto tempo. Stefania Batzella era una delle attiviste M5S più impegnate sul fronte No-Tav, ma aveva fatto parlare di sé anche per aver girato con l’assicurazione dell’automobile scaduta ed essere stata “pizzicata” dai vigili che l’hanno multata: 800 euro e in più il sequestro dell’Audi grigia, che lei si è ripresa una volta pagata la multa ed essersi assicurata. Tutti i canali social della Batzella, anche Twitter, non vengono aggiornati dal primo agosto scorso, data in cui, dopo un intervento nel dibattito sui vaccini, la consigliera non ha più scritto nulla che riguardasse lei e il MoVimento 5 Stelle. Fino ad oggi, quando ha raccontato di sentirsi lesa nella sua dignità.
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Nel gennaio scorso la Batzella era stata rinviata a giudizio per interruzione di pubblico servizio in una manifestazione No-Tav del 2011: “Era una manifestazione pacifica e partecipata, a Susa nella mia città, che ha visto l’ adesione di migliaia di persone,contro una grande opera e in difesa del nostro territorio e per la tutela della salute dei cittadini della nostra valle. All’ epoca dei fatti, non avevo dato la giusta importanza alla vicenda poiché ritenevo di non aver fatto niente di grave se non quello di partecipare pacificamente a una manifestazione di dissenso che il popolo No Tav porta avanti da oltre 25 anni. A distanza di qualche anno, invece,mi è arrivato un decreto di citazione in giudizio insieme ad altri manifestanti valsusini”. La Batzella era quindi incappata nella segnalazione allo staff secondo il codice etico del M5S all’epoca appena approvato. Ma nessuno aveva avuto notizie riguardo sanzioni nei suoi confronti.
EDIT: Il comunicato integrale di Stefania Batzella a proposito del suo addio:

È una decisione sofferta ma obbligata quella di lasciare il gruppo del Movimento 5 stelle ma, ad oggi, non ci sono più le condizioni perché io rimanga. La solidarietà, il sostegno e la collaborazione che dovrebbero tenere legate delle persone all’interno di un gruppo consiliare sono venute meno già da diverso tempo, soprattutto da parte di alcuni colleghi. Ho principi e valori ben saldi, ho sempre lottato, per sensibilità personale e per appartenenza professionale, per le pari opportunità e contro le discriminazioni e per queste ragioni è diventato impossibile restare all’interno di un gruppo nel quale io per prima mi sento discriminata e lesa nella dignità.
Atteggiamenti subdoli mi impediscono di svolgere in maniera adeguata il ruolo per il quale sono stata eletta e di occuparmi in maniera incondizionata di alcune problematiche rispetto alle quali ho precise deleghe ed obiettivi. Non intendo più sottostare a dinamiche che non condivido né come rappresentante di un’istituzione né tantomeno come individuo.
Ultimo in ordine cronologico il caso ” baby pit stop” rispetto al quale la collega Frediani ha rilasciato, nei giorni scorsi, dichiarazioni di cui non sono stata minimamente informata e che ho appreso solo successivamente da comunicazioni inviate ai mezzi stampa. Si tratta di un progetto che mi ha vista coinvolta in prima persona come presidente della Consulta Elette e che ho portato avanti in modo trasversale coinvolgendo anche altre forze politiche poiché al centro c’era e c’è la famiglia.
Non è la prima volta che, non vengono rispettate le mie deleghe e competenze all’interno del gruppo, ignorando o non riconoscendo il lavoro svolto. Lo slogan “uno vale uno”, tra i principi fondanti del Movimento 5 stelle, sembra invece non trovare applicazione all’interno del gruppo, dove le gerarchie prevalgono sugli spazi, sul bene comune e sui meriti.
Intendo continuare a lavorare e a portare avanti, con tenacia e coerenza, le istanze della gente comune, così come richiesto dal ruolo che ricopro, dedicando particolare attenzione ai temi legati alla sanità, alle pari opportunità, alle politiche sociali e ai diritti civili. Non sono cambiata, ero e resto una donna libera. Sosterrò, senza alcun preconcetto ideologico, ogni tipo di battaglia politica che metta al centro la persona, cosi come mi opporrò a quei provvedimenti che non siano in linea con i miei principi e i miei valori.

La Batzella nel comunicato fa riferimento a un episodio recente che riguarda la “campagna per il fasciatoio” che tanto piace alla sindaca Chiara Appendino. Nei giorni scorsi la “compagna di banco” a Palazzo Lascaris, Francesca Frediani, aveva dichiarato che il Consiglio regionale era in ritardo sull’applicazione di un diritto delle donne: “In Regione solo parole. Chiamparino prenda esempio dalla sindaca Appendino”. La Regione aveva annunciato che avrebbe inaugurato il suo fasciatoio il 10 novembre. I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle in Piemonte, in un comunicato stampa, si dicono invece “delusi e stupiti” dalla scelta di Stefania Batzella di lasciare il gruppo pentastellato e chiedono le sue dimissioni dal Consiglio regionale. “Da settimane – affermano gli esponenti del gruppo – Batzella non partecipava alle riunioni del gruppo e alle attività del Consiglio regionale per motivi prettamente personali, e noi abbiamo rispettato la sua esigenza di riservatezza”. “Oggi, senza alcun preavviso – aggiungono – abbiamo appreso da organi di stampa del suo abbandono del gruppo M5s. Le motivazioni addotte non trovano alcuna corrispondenza nella realtà, lo dimostrano i suoi incarichi come presidente della Consulta regionale delle Elette e come referente del Movimento 5 Stelle per le politiche sociali”. “Batzella – aggiungono – è stata proposta e votata dal nostro gruppo prima come componente dell’Ufficio di Presidenza e poi come membro del Comitato Diritti Umani. Surreali dunque le accuse di presunte discriminazioni. Siamo delusi e stupiti”. “Ora si dimetta subito dal Consiglio regionale – esortano – in coerenza con quanto affermato per anni da eletta, lasciando il posto a chi si riconosce nel Movimento 5 Stelle”.