Opinioni

L'ordigno che esplode davanti alla stazione dei Carabinieri di San Giovanni

Un ordigno rudimentale è stato fatto esplodere questa mattina verso le 5:30 davanti al portone d’ingresso della Stazione dei Carabinieri di Roma San Giovanni in via Britannia 37. Non ci sono stati feriti. Le indagini sono affidate ai Carabinieri del Nucleo Informativo e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma e ai Carabinieri del ROS. Sul posto è intervenuto subito, dopo essere stato informato dell’esplosione, il Generale Antonio de Vita, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Roma.
carabinieri via britannia san giovanni
Sono al vaglio le registrazioni delle telecamere per far luce sull’esplosione di un ordigno rudimentale davanti alla stazione dei carabinieri di Roma San Giovanni. L’ordigno è stato posizionato sul marciapiede davanti al portone d’ingresso. Appare chiaro che l’obiettivo fosse proprio la caserma di via Britannia. Al momento i carabinieri non escludono nessuna pista. L’esplosione, avvertita a molti metri di distanza, ha danneggiato un’auto e mandato in frantumi i vetri di una finestra.
EDIT: “Con questa azione lanciamo una campagna internazionale di attacco contro uomini, strutture e mezzi della repressione. Ognuno con lo strumento che ritiene piu’ opportuno e se lo desidera contribuendo al dibattito”. Cosi’ un gruppo anarchico che si firma “Federazione anarchia informale – fronte rivoluzionario internazionale, Cellula Santiago Maldonado” rivendica su un portale di movimenti anarchici l’attentato condotto contro una caserma dei Carabinieri a Roma. “La notte del 6/7 dicembre – scrive il gruppo in un lungo testo di rivendicazione, la cui attendibilita’ e’ al vaglio degli inquirenti – e’ stato collocato nella caserma dei carabinieri del quartiere San Giovanni, Roma, termos acciaio con 1,6 kg di esplosivo. Le nostre attenzioni si sono riversate verso i principali tutori dell’ordine mortifero del capitalismo: le forze dell’ordine. Senza di esse i privilegi, le prepotenze, le ricchezze accumulate dai padroni sarebbero nulla. Perche’ hanno da sempre la funzione di reprimere, incarcerare, deportare, torturare, uccidere chi per scelta o necessita si ritrova al di fuori della loro legge. La lotta contro lo Stato non e’ semplice e non si riduce a formule magiche. Ma gli obbiettivi ci sono e non si possono sempre fare teorie e chiacchiere di convenienza. Ogni individuo libero per desiderio e necessita’ mette in campo l’azione, qui ed ora. Non c’e’ delega nella lotta per la liberta’”. Un attentato, scrivono, che rientra nella lotta “contro sbirri, politici e loro tirapiedi. Contro ingegneri della scienza e dell’industria. Contro tutti i padroni, ma anche contro tutti i servi. Contro la schiera dei cittadini onesti della societa’-galera”. E ancora: “Al contrario degli “scontri” spesso preannunciati da una certo antagonismo, l’imprevedibilita’ e’ l’arma migliore contro la societa’ del controllo. Colpire dove non ti aspettano. Oggi colpiamo nel cuore della capitale militarizzata per sfidare i deliri securitari. Domani chissa’, magari in periferia dove non immaginate. Noi dare tregue, ma scegliere noi i tempi. E’ da sempre il principio della guerriglia metropolitana. Con la differenza che la cospirazione delle cellule informali non conosce gerarchie e direzioni strategiche. E per questo e’ ancora meno prevedibile”. La notte scorsa, conclude la rivendicazione, “abbiamo portato la guerra a casa del ministro Minniti. I diretti responsabili in divisa, coloro che obbediscono tacendo e tacendo crepano, hanno ricevuto un assaggio di quello che si meritano”.