Economia

Il ritorno in ufficio per un milione di statali e le nuove regole

Oggi lavorano da remoto circa sette dipendenti pubblici su dieci, ovvero due milioni di statali, ma dal prossimo mese solo il 50% di quelli che svolgono attività smartabili saranno autorizzati a rimanere a casa

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Si avvicina il momento del ritorno in ufficio degli statali e il Messaggero oggi ricorda in un’infografica le nuove regole. Oggi lavorano da remoto circa sette dipendenti pubblici su dieci, ovvero due milioni di statali, ma dal prossimo mese solo il 50% di quelli che svolgono attività smartabili saranno autorizzati a rimanere a casa.

Ieri il ministero della Pa e i sindacati hanno siglato l’atteso protocollo sulla sicurezza per i lavoratori della Pubblica amministrazione con le linee guida anti-Covid che, come anticipato dal Messaggero, prevedono un metro di distanziamento nei locali, l’uso su larga scala dei dispositivi di protezione, precise direttive riguardo alla sanificazione degli ambienti lavorativi, nuovi orari di apertura degli uffici per evitare assembramenti e la rilevazione delle temperatura corporea all’entrata di dipendenti e semplici cittadini. Ma non solo. Si accederà a scaglioni a mense e spazi fumatori. E la maggior parte delle riunioni si svolgerà telematicamente.

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Le nuove regole per gli statali (Il Messaggero, 25 luglio 2020)

Il protocollo contempla poi la necessità di prestare particolare attenzione alla gestione dei casi di sospetta sintomatologia da Covid-19. Il documento, vidimato dal Comitato tecnico scientifico del ministero della Salute, detta alle amministrazioni le azioni da intraprendere per tutelare il personale, gli utenti e tutte le altre figure che interagiscono con i pubblici uffici, contemperando le imprescindibili esigenze sanitarie con la necessità di una sempre più intensa ripresa dell’erogazione in presenza dei servizi che non possono essere resi da remoto, proprio come previsto dal decreto Rilancio». Il protocollo, che Cisl, Cgil e Uil e le categorie del pubblico impiego hanno sottoscritto con il ministero, anticipa di un mese e mezzo la scadenza, programmata per il 15 settembre, entro la quale verrà meno il principio che distingue le attività cosiddette indifferibili dalle altre.

Nel frattempo circa il 20% dei dipendenti pubblici che lavoravano in modalità agile durante il lockdown è tornato in ufficio.