Opinioni

La sperimentazione animale e la disinformazione che rende ciechi

Sabato scorso Gianluca Felicetti, il presidente della Lega AntiVivisezione ha deciso prima di galvanizzarsi sbrodolando un post lunghissimo il cui filo conduttore non potrebbe essere più scontato: un complotto mondialista dietro la ricerca in vivo. Ci sono dentro proprio tutti: ricercatori, Nobel, Università, Unione Europea, Ministero della Salute, Consiglio Superiore di Sanità. Solo LAV ha la verità rivelata, e si batte indomita contro il Male. il Presidente fa tutte le parti in commedia: accusatore e giudice, neuroscienziato e bioeticista, giurista e tribuno del popolo. Ovviamente disconosce il valore di ogni competenza consolidata (e non auto-certificata), di ogni organismo indipendente, e di ogni processo che si fondi su valutazioni super partes condotta da scienziati ed esperti in cambio bioetico. Il tutto viene condito con illazioni, accuse e allusioni. Prove? Nessuna, ovviamente.

Ci sarebbe quasi da sorridere, non fosse che Gianluca Felicetti rappresenta un’organizzazione che sottoscrive convenzioni con la pubblica amministrazione, interloquisce con la magistratura, i media e la politica, entra e esce dai Ministeri quasi come fossero la dependance di casa, salvo poi denigrarli un minuto dopo avere ottenuto quel che vuole. Ovviamente non importa se in questo processo si espongono ricercatori e Istituzioni, che operano nel pieno rispetto delle norme, alla pubblica gogna e a minacce di morte. L’etica della responsabilità non appartiene più a nessuno. Anzi, si insinua addirittura che i ricercatori si siano auto-minacciati, nel mentre i compagni di manifestazione del Comitato Tutela Animali, anche essi auditi presso il Ministero della Salute, se ne sono usciti con immagini che celebrano l’ideale ecoterroristico dell’eroe animalista con il passamontagna e pistola puntata “giù le mani dagli animali”. Ma facciamo ancora finta di niente. Continuiamo a negare che esista un grave problema, finché non ci scappa il morto. Poi si dirà che i ricercatori si ammazzano da soli per fare dispetto agli animalisti.

macachi vivisezione

Il presidente chiede a gran voce un confronto “scientifico” nel merito del progetto di neuroscienze LIGHTUP. Dice che non è innovativo. Lo fa col supporto dei suoi “esperti di alto profilo”: un paio di dietiste vegane, un poliziotto blogger vegano, uno psicanalista allevatore e addestratore di cani, e una presunta professoressa che, non risultando attualmente attiva in alcuna università riconosciuta, pare rinviata a giudizio per abuso d’ufficio in una vicenda per truffa ai danni del Sistema Sanitario Nazionale in cui si menziona lo sbiancamento anale di un governatore siciliano. Pubblicazioni scientifiche in neuroscienze: non pervenute.

Sarebbe come chiedere il diritto della squadra di calcetto del circolo pensionati di Cinisello Balsamo di partecipare ai campionati di serie A.
Peccato che lo European Research Council, l’organismo di ricerca più prestigioso in Europa, che approva meno del 15% dei progetti presentati, abbia ritenuto di sostenere e finanziare il progetto LIGHTUP proprio in ragione del suo carattere innovativo. Ma il dubbio non sfiora il presidente, l’European Research Council è corrotto o non ha capito nulla. Elementare Watson.

Ad oggi non esiste riabilitazione per pazienti affetti da visione cieca. Su altre patologie che coinvolgono sistema nervoso e riabilitazione, si sta lavorando e degli importanti progressi son stati fatti. Il disgraziato Taub, grazie ai suoi famosi e dibattuti espertimenti sulle scimmie (grazie a una sagace campagna di disinformazione operata dagli animalisti), ha fatto scoperte fondamentali sulla plasticità cerebrale curato pazienti colpiti da infarto cerebrale creando una terapia detta CIMT (Constraint Induced Movement Theapy) che permette di riabilitare un arto paretico. La ricerca su primati è stata indispensabile, permettendo tra le mille cose la scoperta del fattore Rh indispensabile per trasfusioni di sangue più sicure, lo sviluppo del vaccino contro la polio, morbillo, parotite, rosolia, epatite B, trapianto polmonare e cardiaco, sviluppo di farmaci antirigetto per trapianti, dialisi e molto altro.

Dulcis in fundo, c’è la petizione organizzata dalla LAV. Un capolavoro di sciocchezze che in primo luogo illude chi in buona fede ha abboccato, e che è stato smontato frase per frase dal fact-checking delle Università di Torino e Parma, che ha portato, checché ne dica Felicetti, l’Università di Torino ad annunciare una denuncia nei confronti della LAV. A proposito di denunce, nel 2018 l’ufficio stampa LAV è stato condannato per diffamazione a mezzo stampa in un caso analogo di gogna mediatica. Andando ancora indietro al 2014, in preda a un raptus da post su Facebook, il presidente multimediale ci teneva a chiarire che LAV “NON condanna” e non si dissocia da irruzioni in Università e laboratori che hanno provocato quasi un milione di danni e mandato in rovina anni di ricerche su malattie importanti quali Parkinson e Alzheimer.
LAV sta rincorrendo l’altra petizione di riferimento, quella che ha superato due milioni di partecipanti per invadere l’Area 51 nel Nevada e liberare gli alieni. Certo, nulla a che vedere col Manifesto per salvare la ricerca biomedica e la sperimentazione animale nel nostro Paese. Quello lo hanno firmato solo premi Nobel, i più prestigiosi scienziati italiani e stranieri, e le fondazioni che operano realmente coi malati ogni giorno.

Chissenefrega se rischiamo di mettere il nostro Paese ai margini dell’Europa nella ricerca biomedica e portarlo ad una costosissima procedura di infrazione per il mancato recepimento corretto della direttiva EU 63/2010 sulla “protezione degli animali usati a fini scientifici”. E chissenefrega se la Direttiva stessa rappresenta una conquista e un progresso verso maggiori tutele nei confronti degli animali alla quale gli stessi gruppi animalisti europei, di cui LAV fa parte, hanno contribuito. Meglio la propaganda e meglio negare avanzamenti conoscitivi e incrementare la fuga dei ricercatori all’estero. Tanto paga Pantalone…e alimentare l’ignoranza e l’oscurantismo paga, visto che LAV prende donazioni e 5/1000, possono costituirsi parte civile in processi che riguardano gli animali e ricevere fondi derivanti dalle sanzioni, per effetto della Legge 189/04 la vigilanza sulla protezione degli animali è affidata anche alle guardie particolari giurate delle associazioni animaliste, gli animali oggetto di provvedimenti di sequestro o di confisca sono affidati alle medesime associazioni animaliste e a queste associazioni sono destinate anche le entrate derivanti dall’applicazione delle sanzioni.

Per finire, queste associazioni, ai sensi dell’articolo 91 del codice di Procedura Penale, possono pure costituirsi parte civile ai processi, al fine della richiesta di risarcimenti: in altre parole, è garantita la possibilità per queste organizzazioni di chiedere (ed eventualmente ottenere) soldi, dato che saranno le associazioni animaliste a percepire gli eventuali indennizzi monetari stabiliti dai giudici. Ad un certo punto dobbiamo chiederci se conviene di più da un punto di vista prettamente personale fare ricerca e contribuire alla scienza o fondare un associazione animalista e iniziare cause legali contro le realtà che lavorano con gli animali.

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Giulia Corsini

Giulia Corsini è un medico veterinario che lavora in Inghilterra con i piccoli animali ed è appassionata di scienza e debunking.