Opinioni

La storia del cane ucciso da un poliziotto a Barcellona

Sota, il cane meticcio femmina di un senzatetto di Barcellona che si chiama Tauri Ruusalu, è stato ucciso da un agente della polizia municipale a colpi d’arma da fuoco. Il fatto ha portato a una petizione su Internet in cui si chiede Giustizia per Sota. Secondo le versioni della storia riportate dai media il clochard stava stazionando davanti a un albergo in centro chiamato Hotel Granvia Barcellona quando i responsabili hanno chiamato la Guardia Urbana. E qui le versioni divergono: secondo la polizia il clochard non voleva essere portato via ed è stato trascinato a forza dopo aver colpito i poliziotti e il suo cane ha cominciato ad abbaiare e ha aggredito l’agente che ha dovuto ucciderlo per difendersi. Secondo alcune testimonianze di persone che hanno assistito al fatto invece il cane (che si chiamava Minnesota detta Sota) stava soltanto abbaiando quando è stato soppresso.

sota cane barcellona
Fonte foto: Facebook

Secondo quanto raccontato dai testimoni al quotidiano El Pais, Sota non avrebbe morso l’agente, ma semplicemente ha cominciato ad abbaiare. Quindi uno dei due avrebbe minacciato il proprietario, mentre l’altro estraeva la pistola e sparava all’animale. Successivamente il giovane senzatetto avrebbe afferrato il suo skateboard e colpito l’agente. L’uomo è stato così arrestato e accusato di aver aggressione a pubblico ufficiale. Nel frattempo i social network si sono riempiti di segnalazioni in cui viene mostrato un poliziotto che è indicato come “l’assassino di Sota”. Si moltiplicano anche gli appelli al boicottaggio dell’hotel i cui proprietari hanno chiamato la polizia.

sota cane barcellona #justiciaparasota 1

Tauri Ruusalu, cittadino estone ha parlato diffusamente della vicenda nei giorni scorsi con El Pais: ha raccontato che il suo avvocato Ines Guardiola, che lo assiste pro bono, ha chiesto al giudice di impedire la distruzione del corpo dell’animale per eseguire un’autopsia e ha anche fatto un’instanza per requisire le immagini delle telecamere di sicurezza sulla zona. Ruusalu si mantiene vendendo braccialetti e teneva il suo cane libero quando l’agente della Guàrdia Urbana lo ha fermato chiedendo i suoi documenti. “Mi sono offerto di scrivere il mio nome perché è complicato e i poliziotti hanno pensato che li stessi prendendo in giro”, ha detto Ruusalu che ha raccontato poi di essere stato colpito da uno schiaffo. A quel punto Sota si è messa tra i due e ha messo le zampe anteriori sul braccio del poliziotto senza morderlo; Tauri ha ordinato al cane di stare a terra ma Sota ha cominciato ad abbaiare e si è diretta verso il poliziotto. Che a quel punto le ha sparato a tre metri di distanza.

sota cane barcellona #justiciaparasota tari ruusalu
Tauri Ruusalu, l’ex padrone di Sota

Dopo lo sparo il giovane ha colpito con il suo skateboard un agente e la Guardia Urbana lo ha denunciato. L’uomo ha detto di aver visto Sota morire sul marciapiede circondata da una pozza di sangue intorno alla testa mentre ancora scodinzolava. Lui invece ha raccontato di essere stato aggredito dalla polizia: un agente gli ha pestato la mano sinistra, un altro lo ha afferrato per il collo e colpito allo stomaco. Di notte, in ospedale, ricorda solo di essere stato sedato e che si è svegliato più volte chiamando Sota e cercandola sotto il materasso.

Leggi sull’argomento: La strage di gatti nella colonia felina del cimitero di Lecce

 

Mario Neri

Mario Neri è uno pseudonimo. La foto di Cattivik che usa come immagine del profilo lo rappresenta pienamente