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Sondaggi Gran Bretagna, elezioni a Boris Johnson

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Il Sole 24 Ore racconta oggi che in attesa del voto del 12 dicembre in Gran Bretagna secondo gli ultimi sondaggi il distacco tra Tories e laburisti è tornato ad allargarsi. La settimana scorsa il Labour sembrava avere riguadagnato consensi assottigliando il divario, ma la ripresa ha avuto breve durata.

Survation mette i conservatori in rimonta al 45%e i laburisti relegati al 31%, mentre Icm presenta uno scenario moltodiverso, con il partito al Governo al42%e l’opposizione a soli sei punti di distanza con 1136 per cento. Secondo la media di tutti i sondaggi o”poll of polls”, però, i conservatori sono ora a143% dei consensi e laburisti al 33%, un margine a due cifre che secondo gli esperti porta il partito al Governo nella «zona di sicurezza». Johnson però non si ritiene al sicuro, memore della delusione subìta da Theresa May nel 2017, quando il suo vantaggio nei sondaggi era evaporato e i risultati l’avevano privata della maggioranza in Parlamento.

La promessa di una Brexit rapida e indolore forse non basta. Per conquistare voti in questi ultimi giorni di campagna elettorale il premier è quindi tornato a cavalcare il tema dell’immigrazione, promettendo una rigida stretta. «È ora che i cittadini europei la smettano di trattare questo Paese come se fosse il loro», ha dichiarato ieri Johnson, aggiungendo che per fortuna Brexit permetterà alla Gran Bretagna di riprendersi il controllo delle frontiere e porre limiti al numero di stranieri che entrano nel Paese. Il premier ha cercato invece di evitare domande su due punti dolenti: lo stato del Servizio sanitario nazionale in crisi dopo dieci anni di tagli alla spesa imposti dai conservatori e la necessità di controlli doganali tra Gran Bretagna e Irlanda del Nord. Johnson insiste che non saranno necessari, mentre secondo il Tesoro saranno inevitabili.

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I sondaggi in Gran Bretagna (The Guardian)

Anche i laburisti, come Johnson, stanno concludendo la campagna accentuando la loro posizione radicale per distaccarsi ancora di più dai rivali. Il cancelliere-ombra John McDonnell ha annunciato ieri che in caso divittoria il 5 febbraio presenterà la finanziaria che metterà ufficialmente fine all’austerità e avvierà la ri-nazionalizzazione di energia, acqua e ferrovie. Mentre i laburisti hanno fatto una campagna nazionale, inviando lo stesso messaggio ovunque, i conservatori hanno puntato su temi diversi a seconda della zona.

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