Economia

I soldi alle scuole private dividono Lega e M5S

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In base ai dati del portale unico del ministero dell’istruzione relativi al 2017, per la scuola dell’obbligo sono 337.830 i ragazzi iscritti in una scuola paritaria dalle elementari alle superiori, quelle cioè che rientrano nell’obbligo scolastico. Da qualche anno si registra la chiusura di decine di scuole e l’assenza di migliaia di iscritti. Sempre in base ai dati forniti dal portale unico del Miur, dal 2016 al 2017 le iscrizioni dalle elementari alle superiori sono diminuite di 8mila unità. Per questo i soldi pubblici alle scuole private rivestono un’importanza sempre maggiore: l’allora ministra dell’istruzione, Valeria Fedeli, ha firmato il decreto per l’assegnazione delle risorse che per l’anno scolastico 2017-2018 ammontavano a 493.562.302 euro. Circa 500 euro a iscritto. Il Miur ha inoltre previsto che le scuole paritarie possano accedere ai fondi Pon, come previsto dalla legge di stabilità per il 2017. E oggi? Oggi la Lega e il M5S hanno grandi differenze nella soluzione del problema. Differenze inconciliabili, spiega oggi il Messaggero:

Il leader della Lega, Matteo Salvini, non ha perso occasione per ribadire che rispetto alla scuola «mamma e papà devono avere libertà di scelta e di educazione». Lo stesso ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, recentemente è più volte ritornato sul tema (da ultimo di fronte alla platea, molto interessata, del Meeting di Rimini) spiegando che «le scuole paritarie sono parte integrante del sistema nazionale» ma che è necessario rivedere il meccanismo «di erogazione delle risorse con nuovi parametri». Una posizione di equilibrio se si considera che invece per il M5S ad essere sovvenzionata dovrebbe essere soltanto la scuola statale.

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Il M5S ha presentato una proposta di legge che ricalca il programma votato sul blog dagli iscritti. Basta guardare l’articolo 1, in cui si prevede «l’immediata abolizione dei contributi pubblici statali alle scuole private paritarie primarie e secondarie di primo e di secondo grado», dunque con l’eccezione delle scuole dell’infanzia. «Con questo risparmio – si legge nella relazione – sarà possibile destinare maggiori risorse al sistema pubblico di istruzione».

Insomma, sensibilità opposte. Chissà se vincerà la Lega o il M5S.

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