Fact checking

I finti siti del Reddito di Cittadinanza

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Il portale governativo attraverso il quale da marzo sarà possibile iscriversi al programma del Reddito di Cittadinanza è all’indirizzo www.redditodicittadinanza.gov.it. Al momento il sito risulta “in costruzione”: si attende l’annuncio di Luigi Di Maio (alle tre di oggi pomeriggio) per mandare online il portale quasi fosse il varo di un transatlantico. Ma c’è chi teme che si possa trattare della solita storia dei siti web creati dal MoVimento 5 Stelle che non riescono mai a funzionare a dovere (a proposito, qualcuno ha notizie di una versione aggiornata di TiRendiconto per la XVIII legislatura?).

Il portale ufficiale è “in costruzione”

In attesa di scoprire l’ennesimo grande risultato del governo del Cambiamento su Internet qualcuno ha pensato bene di acquistare domini simili a quello ufficiale. Il che significa soprattuto che il Ministero non ha avuto la bella idea di comprare domini come redditocittadinanza.it (prenotato a giugno 2018) o redditodicittadinanza.it (che però è stato prenotato già nel 2016) per fare un redirect sul sito ufficiale ed evitare che i cittadini capitino sul sito sbagliato.

 

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Il vero sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

La si può pensare come si vuole sul RdC ma rimane una cosa seria che riguarderà (si spera) la vita di parecchie persone e non è più tempo di scherzare su siti come redditodicittadinanza2018.it, il famoso sito dell’IMPS (Istituto Mondiale Previdenza Solare) che già da qualche mese consente di “prenotarsi” per il Reddito di Cittadinanza. Si tratta di un noto scherzo, secondo alcuni di cattivo gusto, creato da un’agenzia di comunicazione.

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C’è poi redditocittadinanza.com che al momento è uno scarno aggregatore di notizie sul Reddito di Cittadinanza e che se non altro specifica che «per richiedere il cosiddetto “Reddito di Cittadinanza”, nel momento in cui la forza politica che lo propone diventerà forza di governo e lo metterà in atto, bisognerà rivolgersi ai CENTRI PER L’IMPIEGO, AI CAF, AI PATRONATI». Informazione non proprio aggiornata visto che le modalità di accesso al RdC sono diverse.

Gli altri siti sul Reddito di Cittadinanza

Diverso è il caso del sito redditodicittadinanza.com animato da alcuni seguaci delle teorie di Giacinto Auriti e che da diversi anni si occupa di tematiche legate al basic income e reddito universale di citttadinanza, concetti che sono ancora molto distanti dalla misura introdotta dal governo Conte e voluta dal MoVimento 5 Stelle.

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I siti come redditodicittadinanza.it invece al momento risultano “in costruzione”. Non si sa se l’intenzione è quella di farli partire in contemporanea con il portale ufficiale, magari per sfruttare l’ondata delle ricerche per monetizzare gli eventuali accessi (i titolari dei domini risultano essere delle agenzie di marketing, quindi è da escludere l’eventualità di un tentativo di scam come invece spesso capita per i siti delle Poste o delle banche) oppure se si tratta di una semplice trollata per “rubare” al Governo i domini. Per i più “antichi” la memoria corre alla storia del dominio del sito di Beppe Grillo il cui titolare per più di un decennio non è stato il comico e Garante del M5S e nemmeno la Casaleggio Associati ma il signor Emanuele Bottaro che aveva comprato il dominio “beppegrillo.it” per evitare che qualcuno lo rubasse all’attore genovese.

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