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L’assessora che cita in giudizio Salvini e Borgonzoni per le minacce dopo la manifestazione delle Sardine

silvia benaglia

L’assessora del Comune di Pianoro Silvia Benaglia ha deciso di citare in giudizio Matteo Salvini e Lucia Borgonzoni. Nel gergo degli addetti ai lavori, si tratta di un ricorso di urgenza ai sensi dell’articolo 700 del codice di procedura civile. In pratica si chiede a un giudice del tribunale di Bologna di pronunciarsi su una particolare tecnica di comunicazione elettorale: «Io sono spaventata, la mia famiglia è preoccupata, non ho fatto nient’altro che andare a una manifestazione di piazza». Racconta oggi Repubblica Bologna in un articolo a firma di Eleonora Cappelli che Benaglia si è rivolta all’avvocata Cathy La Torre:

Giovedì sera, Benaglia era insieme a due amiche in piazza Maggiore per l’iniziativa delle sardine. Le scattano una foto in cui appare sorridente. Ma lei è assessora in una giunta a guida Pd e così esce un primo post sui social di Salvini dal titolo: «Se gratti il sardino, trovi il piddino». Dopo qualche ora, però, il post viene aggiornato. Al viso dell’assessora viene accostato il simbolo del Pd e viene rintracciato un commento scritto su Facebook qualche tempo fa, in cui si sottolineano le parole: «Delinquenti prestati alla politica». Così la foto di Silvia Benaglia diventa una specie di “manifesto”, sotto la scritta: «Le sardine? Odore di Pd. E l’assessore democratica su Borgonzoni e i leghisti: delinquenti prestati alla politica».

 

silvia benaglia

Benaglia, destinataria della card pubblicata sulla pagina FB di Salvini, però non è iscritta al Pd e soprattutto quella frase non era riferita né a Borgonzoni né a Salvini ma a un caso di cronaca specifico, cioè l’operazione Patchwork, di cui abbiamo parlato su neXtQuotidiano:

Un consigliere leghista di Pianoro denunciò la “schedatura” dei bambini, dopo aver trovato un armandio con vecchi archivi di un progetto per monitorare eventuali disagi scolastici. La segnalazione del leghista è approdata in procura, che poi ha chiesto l’archiviazione del fascicolo. In quella contingenza, Benaglia a proposito della diffusione dei dati sensibili che avvenne su Facebook scrisse di “delinquenti prestati alla politica” senza ulteriori specifiche, anche se poteva desumersi dal contesto.

Benaglia riceve messaggi personali di insulti anche mentre parla per spiegare il caso. Le donne del Pd le esprimono solidarietà. «Fino a ieri non mi conosceva nessuno — spiega — adesso nel migliore dei casi mi dicono che sono una cozza, nel peggiore che faccio la prostituta. Perché?».

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