Economia

«Cinquantamila famiglie italiane rischiano di finire in mezzo a una strada»

Francesca Danese, Daniela Benelli e Alessandro Fucito, assessori alle politiche abitative di Roma, Milano e Napoli, le tre aree metropolitane più grandi d’Italia, chiedono al Governo di prorogare il blocco degli sfratti e scongiurare una situazione altrimenti ingestibile da un punto di vista sociale e da quello dell’ordine pubblico. Dopo i decenni di blocco degli sfratti e la legge sull’equo canone, il decreto Milleproroghe pubblicato in Gazzetta Ufficiale, in attesa della conversione del Parlamento (e quindi delle eventuali modifiche) non prevede la proroga del blocco degli sfratti per il 2015. Il governo, secondo quanto spiega il ministero dei trasporti, ha infatti scelto un’altra soluzione: quella di costituire due fondi da 200 e 226 milioni per l’aiuto agli indigenti e la morosità incolpevole.
governo sfratti
50MILA FAMIGLIE ITALIANE A RISCHIO SFRATTO
Il Sunia e l’Unione inquilini martedì scorso avevano chiesto al governo di «inserire la proroga nel testo del decreto prima della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale». L’Unione aveva spiegato che l’eventuale «proroga» avrebbe riguardato«una singola fattispecie di sfratti, quelli per finita locazione e interessava esclusivamente un numero limitato di famiglie».Non i morosi. Una proroga che riguarderebbe quindi solo «i nuclei con redditi complessivi lordi inferiori a 29mila euro e contemporanea presenza di anziani, minori,portatori di handicap gravi, malati terminali». «Fra le 30 e le 50 mila famiglie, in tutta Italia, sono a rischio di sfratto esecutivo per la mancata proroga degli sfratti di fine locazione – dicono -. Dall’inizio della crisi, cinque anni fa, Roma ha registrato oltre diecimila sentenze per fine locazione; 4500 a Napoli e 4 mila le sentenze di sfratto a Milano sempre tra il 2008 al 2013. Il 70% di queste famiglie avrebbe i requisiti di reddito e sociali (anziani, minori, portatori di handicap) previste dalla legge per la proroga e, comunque, lo stesso Viminale ammette l’incompletezza dei suoi dati – proseguono Francesca Danese, Daniela Benelli e Alessandro Fucito – oltre 70 mila le sentenze di sfratto in Italia alla fine dello scorso anno, più di 30mila quelli eseguiti, il 90% dei quali per morosità, spesso incolpevole. Il presupposto delle proroghe consisteva nell’impegno del governo di sostenere con adeguati piani i comuni ma questi piani non si sono ancora visti».
 
LA LIBERTÀ DI SFRATTO
«Le richieste di intervento della forza pubblica da parte degli ufficiali giudiziari sono state oltre 120 mila – aggiungono -. Ogni giorno sono 140 gli sfratti eseguiti con la forza pubblica. Non esistono statistiche su quelli che avvengono senza la polizia e, più in generale, le cifre ufficiali sono largamente sottostimate. Una sentenza di sfratto colpisce, secondo le statistiche una ogni 353 famiglie. Ma, escludendo le famiglie proprietarie di case e gli assegnatari di alloggi pubblici, significa che ogni anno in Italia una sentenza di sfratto, quasi sempre per morosita’ incolpevole, tocca una famiglia su quattro. Quasi un quinto degli sfratti sono stati eseguiti in Lombardia, il 15% nel Lazio e l’8% in Campania”. “Ecco perche’ – dicono – torniamo a chiedere con forza la proroga del blocco degli sfratti e politiche abitative strutturali che ci consentano di uscire dalla logica dell’emergenza. Su questo sollecitiamo una urgente riunione della consulta casa dell’Anci perche’ sia ben chiaro il grido di dolore proveniente dalle città metropolitane dove forte è il disagio».

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