La macchina del funky

«Senza Renzi il PD non esiste»

matteo renzi pallottola macerata

Ugo Di Tullio, docente all’università di Pisa, si definisce renzista e non renziano perché “sostengo con ogni briciolo di muscolo del mio corpo la politica di Matteo, ma non faccio parte del suo giro”. In un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano oggi consiglia all’ex segretario di non muoversi e di aspettare sulla riva del fiume il passaggio del cadavere del nemico.

Grillini e leghisti insieme?
Il coach si chiama Mattarella. Le combinazioni sono tante, lasciamo che il vento alzi la polvere.

E teniamoci stretto Renzi.
È lì. Ora non deve muoversi. Fa il senatore semplice, e benissimo sta. Questo è l’esito elettorale a cui deve inchinarsi. Vedrà che senza di lui nulla si potrà combinare. Si chiama capacità inerziale.

Senza di lui il Pd non esiste?
Il partito non esiste e forse, ma questa è una considerazione personalissima, neanche un governo esisterà.

ugo di tullio università di pisa

La tesi del professor Di Tullio è che se i grillini e i leghisti non trovano un accordo Renzi possa tornare in gioco:

Dovremo aspettare che Renzi si convinca, dunque.
Per adesso sta all’opposizione. Lo schema di governo è di là da venire. È possibile che il Pd stia all’opposizione ma è anche ipotizzabile che le maggioranze più gettonate non trovino l’accordo. E a quel punto, zac, ecco Renzi . A quel punto, se davvero giungeremo lì, il capo dello Stato dovrà percorrere altre strade e ciascuna di esse attraverserà l’accampamento del Pd.

Si scrive Pd ma si dice Renzi.
Bravo, esattissimo. Il leader. Lui e nessun altro. Matematico.

Peccato che la “realtà seconda ”lo abbia fregato.
Un gran peccato, da mordersi le mani.

Leggi sull’argomento: L’asse Di Maio – Salvini per il governo