Economia

Scuola, l’aumento a tre cifre non c’è più

scuola basilea

Il 24 aprile 2019 i sindacati avevano raggiunto un’intesa a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte e l’allora ministro Marco Bussetti per un aumento a tre cifre per gli stipendi dei professori con il rinnovo del Ccnl 2019-2021. Impegno confermato dal nuovo ministro Lorenzo Fioramonti ma per ora ci si dovrebbe fermare a 85 euro. Spiega oggi Il Sole 24 Ore che a fronte di un aumento medio di 96 euro nella Pa, l’asticella per i prof si fermerebbe infatti a 85. Quindici in meno rispetto alle promesse siglate dal Conte 1 e ripetute dal Conte 2. Per arrivare a “quota 100” mancano 500 milioni che il Miur sta cercando in queste ore. E che potrebbero arrivare dal bonus formazione.

Il Ccnl scaduto a dicembre 2018 ha previsto per i docenti aumenti retributivi medi di 96 euro lordi al mese; si è andati daun minimo di 80,40 euro fino a un massimo di 110 euro, in ragione di anzianità di servizio e grado di scuola. Per garantire questi trattamenti si è attinto anche al fondo per valorizzare il merito, che è prima sceso da 200 milioni annui a 130 milioni nel 2018 per poi risalire a 160. Inoltre, soprattutto per i livelli iniziali, è stato previsto un ulteriore riconoscimento economico, l’elemento perequativo, che vale in media 11,50 euro. Questo emolumento, che in origine era stato finanziato fino a fine 2018, è stato riconfermato con la scorsa manovra grazie a uno stanziamento ad hoc, “scippando” una fetta delle risorse all’alternanza scuola-lavoro.

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La scuola e gli aumenti (Il Sole 24 Ore, 28 ottobre 2019)

Il compito di finanziare il nuovo Ccnl 2019-2021 toccherà alla legge di bilancio attesa in Parlamento. E che, alla voce pubblico impiego, dovrebbe sfiorare i 3,2 miliardi di euro:

Ciò significa che, secondo i primi calcoli dei tecnici del Miur, per gli oltre 800mila professori in servizio, l’aumento stipendiale medio sarebbe di circa 74 euro, oltre ovviamente al mantenimento dell’elemento perequativo di 11,50 euro, per un totale, quindi, di 85,50 euro. Per il resto della Pa ci si attesta su valori un po’ più elevati, intorno ai 95/96 euro (gli stipendi della scuola, come noto, partono da soglie più basse).

Il ministro Fioramonti, però, ha più volte promesso, come il suo predecessore, «incrementi di 100 euro» per gli insegnanti. Ma per assicurarli, continuando a finanziare l’elemento perequativo che tutela i redditi più bassi, servirebbero, per la sola scuola, circa 2,2 miliardi di euro.

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