Politica

Scalfari e Grillo più saggio di Renzi

Il paragone del fondatore di Repubblica e la similitudine con Salvini: “Non si somigliano fisicamente e neppure nei modi di fare ma hanno lo stesso nome di Matteo. Sarà un caso ma i loro comportamenti hanno lo stesso suono”

eugenio scalfari deflazione

Nel suo sermone domenicale su Repubblica oggi Eugenio Scalfari tira fuori un paragone ardito tra Matteo Renzi e Beppe Grillo, oltre a una similitudine tra i “due Mattei”, ovvero l’ex premier e Salvini:

Poi c’è Grillo che dei Cinque Stelle è stato il padre per oltre dieci anni di predica populista; poi si è stancato e ha continuato a predicare ma non più da padre bensì da nonno. Non che il nonno non abbia un peso in una famiglia ma un po’ più alla lontana. Questa è una debolezza per certi aspetti ma per altri è una forza. La debolezza deriva dal fatto che la politica quotidiana la fa il giovane nipote, la forza è che il parere del nonno o padre che sia è più autorevole: vede più chiaramente la situazione o almeno così sembra.

Per quanto riguarda l’attualità di cui stiamo parlando Beppe Grillo non concorda affatto con Di Maio; il partito che ha in mente dovrebbe non dico unirsi ma essere molto più vicino a quello democratico di Zingaretti. Grillo insomma è a cavallo tra i due e poiché sono alleati almeno formalmente un cavallo comune sarebbe un animale perfetto. Ci arriverà? Mi pare difficile ma sarebbe ottimo.

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(…)Chi conosce bene Renzi può rispondere facilmente e correttamente a questa domanda: Renzi punta ad ottenere un risultato politico che lo porti alla testa della struttura che ha in mente: un altro partito, vicino a quello democratico, ma da lui guidato. Renzi deve essere il numero uno di quello che si propone: una nuova formazione magari più a destra del Pd o più a sinistra di Di Maio o del tutto nuova, ma renziana e basta. Lui ha comunque un rilevante seguito, sia alla Camera che al Senato: quei parlamentari lo seguiranno dovunque andrà. La loro forza non è schiacciante ma è di notevole rilievo.

Renzi li cavalca ma i cavalli sono loro. È un fenomeno, quello renziano, connaturato con la sua esistenza. Può essere un esponente di un’estrema sinistra oppure di una sinistra moderata oppure di un centrosinistra oppure di un centrodestra. Al di là di questo non potrebbe andare perché si scontrerebbe con Salvini che è a suo modo un Renzi numero uno. Non si somigliano fisicamente e neppure nei modi di fare ma hanno lo stesso nome di Matteo. Sarà un caso ma i loro comportamenti hanno lo stesso suono.

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