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«Coronavirus: c’è un depistaggio di Stato sugli sbarchi a Messina»

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“È in atto un depistaggio di Stato: si sottostimano volutamente i dati dei movimenti verso Messina per nascondere la realtà dei fatti. Così assistiamo ad attacchi a Musumeci e a me, come quelli di ieri sera del Viminale, e a omissioni, oltre a un sistema di controlli farlocco”: questo l’attacco del sindaco di Messina, Cateno De Luca, questa mattina, come ieri sera, al porto per controllare di persona il sistema delle verifiche ad auto e passeggeri.

«Coronavirus: c’è un depistaggio di Stato sugli sbarchi a Messina»

A bordo del traghetto si è recato fino a Villa San Giovanni, per poi tornare indietro. Il riferimento di De Luca è al caso di “80 persone tra cui 20 minori, da ieri a Villa San Giovanni, cui hanno somministrato anche pasti caldi invece di mandarli indietro in quanto irregolari. Una situazione non emersa dai dati forniti dal Viminale, nota da ieri pomeriggio e taciuta. Si e’ voluto tenere nascosto questo caso. In quel gruppo anche persone provenienti dall’estero e che a questo punto non se ne vogliono più andare e hanno occupato il piazzale. Si sta creando persino un problema di ordine pubblico che ostacola anche il traffico merci. Una bomba pronta a esplodere frutto di questo depistaggio di Stato, una vergogna”.

Ieri sera il sindaco aveva convocato una giunta straordinaria proprio davanti alla stazione degli arrivi per impedire lo sbarco di qualunque auto privata, come prevede il nuovo Dpcm che consente sullo Stretto solo il traffico merci e di persone autorizzate. “Ho parlato – prosegue De Luca – con l’assessore e il vicesindaco di Villa San Giovanni che mi hanno confermato la presenza di queste auto ferme che stanno bloccando anche l’accesso delle merci ed è grave che questo accada. Sembra che queste persone non vogliano tornare indietro, e quindi qualcuno dovrà fare qualcosa. Inoltre ora le istituzioni statali si dovranno occupare di queste persone alle quali l’assessore di Villa San Giovanni ha fatto avere già prima assistenza. Il problema come ho detto anche ieri – conclude il sindaco – è che i controlli non funzionano in questo modo queste auto e queste persone che non hanno autorizzazioni valide si devono bloccare prima, non quando arrivano a Villa San Giovanni o a Messina”.

La banca dati sugli sbarchi a Messina

Il primo cittadino ha anche preparato un’ordinanza che prevede l’istituzione di una banca dati dei passeggeri che devono attraversare lo Stretto e un servizio di prenotazione on line. Come aveva annunciato ieri sera, nella notte ha messo in piedi il nuovo provvedimento che entrerà in vigore il 26 marzo alle 14. L’ordinanza dispone che i concessionari per il trasporto navale e ferroviario, istituiscano “un servizio di prenotazione dei titoli di viaggio on-line mediante la creazione di una banca dati condivisa, nella quale dovranno essere inseriti i nominativi dei passeggeri, le ragioni dello spostamento, il luogo da raggiungere e l’indirizzo dove si intende trascorrere l’autoisolamento”. La banca dati dovrà essere data in gestione alla Presidenza della Regione siciliana.

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Il Coronavirus in Sicilia (fonte dati)

Secondo l’ordinanza la prenotazione dovrà avvenire entro 24 ore prima della partenza proprio per permettere le verifiche. Inoltre i dati inseriti nella banca dati dovranno essere trasmessi dai concessionari dei servizi di trasporto che li avranno raccolti, alla Presidenza della Regione Siciliana Coordinamento per le Attività Necessarie per il contenimento della diffusione del Covid-19, al Comune di Messina ed al Comune di destinazione finale del viaggiatore. In questo modo il sindaco del Comune di destinazione potrà monitorarli. Infine per i pendolari dello Stretto, dopo la registrazione iniziale sarà attribuito loro un codice identificativo univoco che consentirà il diritto al passaggio quotidiano. L’ordinanza prevede inoltre che i concessionari dei servizi di trasporto dello Stretto siano “obbligati a garantire la riserva di posti, sempre in via prioritaria, per i passeggeri che rientrano nelle previsioni normative da soddisfare, con particolare riferimento a tutti coloro che lavorano nell’area dello Stretto (forze dell’ordine, operatori della sanità, operatori della giustizia, Forze armate) e sono impegnati nell’ambito dei servizi essenziali”.

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