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La candidata M5S in Abruzzo dice no alla monnezza di Roma

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sara marcozzi

Virginia Raggi aveva detto che si aspettava l’aiuto degli eletti grillini sull’immondizia di Roma. La non ancora eletta ma attualmente candidata alla presidenza della Regione Abruzzo per il MoVimento 5 Stelle Sara Marcozzi le ha risposto idealmente ieri che il M5S non vuole più i rifiuti provenienti dal Lazio. Chi manda i rifiuti indifferenziati in Abruzzo? Solo Roma, quindi un’amministrazione a 5 Stelle, tanto che a dicembre, in piena emergenza rifiuti, l’assessore all’Ambiente, Pinuccia Montanari, spedì una lettera al presidente vicario della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli (Pd), chiedendo aiuto, anche in seguito all’incendio del tmb di via Salaria. In realtà Roma spediva rifiuti in Abruzzo anche prima del rogo, ma era necessario rinnovare il contratto anche per il 2019. Racconta oggi Il Messaggero:

Sara Marcozzi, candidata 5 Stelle della Regione Abruzzo, però in un’intervista rilasciata ieri a Il Tempo ha annunciato: se divento io presidente non arriveranno più rifiuti dal Lazio (il problema è che Lazio significa Roma, ma la candidata 5 Stelle per evitare l’accostamento con la Raggi usa questo accorgimento, perché è vero che le intese le siglano le due Regioni però i camion partono dalla Capitale). Dice la Marcozzi: «I rifiuti che arrivano da Roma sono quelli che la Regione Lazio non riesce a smaltire».

Cita la mancanza del piano dei rifiuti nel Lazio (quello in vigore è stato varato nel 2012). «Rinegozieremo ogni accordo preso dai miei predecessori, perché è chiaro che devo pensare al bene dei miei cittadini». Come replicano da Roma Capitale? Dall’assessorato all’Ambiente spiegano: Roma e l’Ama hanno chiesto aiuto anche
per il 2019 all’Abruzzo perché è andato a fuoco l’impianto di via Salaria. Domanda: ma se davvero la Marcozzi vince le elezioni e mantiene le promesse, Roma si troverà nei guai? Replica da Roma Capitale: noi sosteniamo la linea della Marcozzi, ma è evidente che il contratto in corso per il 2019 deve essere rispettato, poi grazie all’aumento della differenziata non chiederemo più aiuto all’Abruzzo.

La differenziata finora è aumentata del 2%, ma questi sono dettagli.

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