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Quando Salvini votò sì al decreto Autostrade

matteo salvini

Nel 2008 Matteo Salvini votò a favore del cosiddetto “Salva Benetton”, che diede al gruppo le concessioni molto vantaggiose per Autostrade. Nel giugno di quell’anno, subito dopo la vittoria alle elezioni del centrodestra in seguito al crollo del governo Prodi e in una situazione in cui la maggioranza assicurata a Berlusconi era una delle più ampie della storia, arrivò in aula il cosiddetto decreto Salva Benetton, che all’articolo 8-duodecies diceva al punto a) che «le parole ‘nonché in occasione degli aggiornamenti periodici del piano finanziario, ovvero delle successive revisioni periodiche della convenzione’, sono soppresse».

Quando Salvini votò sì al decreto Autostrade

All’epoca Matteo Salvini era in parlamento anche se proprio l’anno successivo andò a fare il parlamentare europeo. Le cronache dell’epoca raccontavano:

La mossa del governo mette fine a un lungo contenzioso con l’Unione europea. La velocità della soluzione per il dossier Atlantia, holding della galassia Benetton, ha suscitato in alcuni analisti sospetti di collegamento con la vicenda Alitalia e la cordata italiana, nella cui composizione è spuntato tra gli altri anche il nome del gruppo di Ponzano.

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E infatti, puntualmente, anche la famiglia Benetton entrò a far parte della CAI che tentò il milionesimo salvataggio di Alitalia (per il duemilionesimo ci sono ancora lavori in corso). «Ma quella — ha obiettato nei giorni scorsi il sottosegretario del Carroccio Edoardo Rixi a Repubblica — era un’altra Lega». Lo stesso Salvini oggi ad Agorà ha ammesso di aver votato la norma: “Sì, è vero”, ma “da parte di chi ha governato per anni e anni e ha firmato e verificato le concessioni, un buon silenzio sarebbe opportuno”.

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Non è un segreto che la famiglia Benetton abbia nel tempo finanziato i partiti politici. Sulla Gazzetta Ufficiale è possibile reperire un documento che si riferisce al 2006 e parla di 150mila euro dati come finanziamento alla Lega Nord da Autostrade per l’Italia.

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Ma attenzione: un articolo del Fatto Quotidiano ci ricorda che in quell’anno la famiglia Benetton distribuì 1,1 milioni di euro sotto forma di donazioni ai partiti. Un assegno di 150 mila euro ciascuno per la coalizione di centrodestra, Alleanza nazionale, Forza Italia, Lega Nord e Udc; stessa cifra per la coalizione di centrosinistra, Comitato per Prodi, Democratici di Sinistra, La Margherita e soltanto 50 mila euro per la piccola Udeur di Clemente Mastella. All’epoca la famiglia era impegnata nel tentativo di fondere Autostrade con Abertis, un’operazione che poi saltò per l’opposizione dell’allora ministro dei Lavori Pubblici Antonio Di Pietro e del ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, che la considerarono in conflitto di interessi con la concessione per i rapporti tra ANAS e Autostrade. Ironia della sorte: spendere un milione e rotti di euro, darli a tutti i partiti politici in attesa del prossimo esecutivo e infine trovarsi con un governo che ti dice di no.

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