Economia

Alitalia-Ferrovie dello Stato, matrimonio in vista?

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Per Alitalia la soluzione del governo Lega-M5S è un matrimonio con le Ferrovie dello Stato. Il Messaggero racconta oggi infatti di un piano allo studio di Palazzo Chigi e dei ministeri dei Trasporti e dell’Economia, insieme al nuovo amministratore delegato Gianfranco Battisti che ha sostituito Renato Mazzoncini, che era contrario al progetto.

Alitalia-Ferrovie dello Stato, matrimonio in vista?

Lo schema prevede la costituzione di una newco che gestirà la compagnia di bandiera italiana a maggioranza FS. Il piano non osta la ricerca di un partner internazionale di livello, che però avrà una quota paritaria o addirittura inferiore a quella delle Ferrovie, che dovrebbero avere il 51%. Bisognerà infatti capire come evitare la mannaia Ue sugli aiuti di Stato, visto che il prestito ponte da 900 milioni ad Alitalia è già finito nel mirino di Bruxelles e che i concorrenti esteri non vedono l’ora di impallinare l’operazione.

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I risultati del gruppo Alitalia nel primo trimestre 2018 (Il Messaggero, 14 agosto 2018)

Secondo le intenzioni del governo Ferrovie dello Stato potrà avere la Cassa Depositi e Prestiti, forse Poste e un vettore estero: in corsa ci sono Lufthansa ed EasyJet. Ci vogliono però investimenti importanti per far riprendere la corsa alla compagnia: si parla di 3 miliardi di euro da spalmare in tre anni condividendo l’esborso con un socio privato.

Il socio privato del vettore pubblico

Il quotidiano spiega che l’obiettivo aumentare i ricavi sulle tratte internazionali, sviluppando i voli. Proprio la crescita per linee esterne eviterebbe di ricorrere ad esuberi. Da qui l’appoggio incondizionato dei sindacati al piano che prevede di non toccare gli attuali 12 mila dipendenti. Il matrimonio con Fs sarebbe comunque un unicum nel panorama mondiale, visto che i due promessi sposi si sono sempre fatti concorrenza, anche in maniera molto aspra.

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I conti di Alitalia (Il Messaggero, 14 agosto 2018)

Ad un coinvolgimento di Fs nel salvataggio Alitalia aveva pensato anche il governo Letta, prima dell’arrivo di Etihad. Ma da almeno 11 anni, da quando cioè l’alta velocità ha iniziato a sottrarre passeggeri alla tratta Fiumicino-Linate, i due gruppi si sono guardati in cagnesco.

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