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Salvini, Trenta e Toninelli fermano anche la Alan Kurdi con otto bambini a bordo

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Ieri il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha firmato il divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque territoriali italiane per la Alan Kurdi, battente bandiera tedesca e unità della ong tedesca Sea Eye, che sabato ha soccorso 13 naufraghi tra cui otto bambini. Il provvedimento è stato inviato ai ministri Elisabetta Trenta e Danilo Toninelli.

Salvini, Trenta e Toninelli fermano anche la Alan Kurdi

Essendo sabato, e quindi giorno pari, la ministra della Difesa non ha percepito alcun senso di umanità e ha firmato il divieto insieme a Toninelli, come si è saputo stamattina. Lo riferiscono fonti del Viminale, spiegando che nelle scorse ore il provvedimento è stato notificato. Ma intanto Antonio Massari sul Fatto ha raccontato

I volontari italiani ribadiscono “le condizioni psicofisiche di estrema vulnerabilità delle persone a bordo dovute ai loro tragici vissuti e alle violenze subite in Libia. Condizioni aggravate dall’esperienza della morte di sei compagni di viaggio e dall’at tuale situazione di incertezza e di sospensione del diritto in cui versano che si configura come ‘trattamento inumano e degradante’”. E annunciano che sono pronti a denunciare in procura.

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Di lì a poco riceve dalla Guarda Costiera una risposta – pubblicata ieri da Nello Scavo su Avvenire.it – piuttosto sibillina: “In riscontro alla richiesta di Place of Safety (Pos), pervenuta con l’email a cui si porge riscontro, si rappresenta che la competente autorità nazionale, alla quale la predetta richiesta è stata inviata per le valutazioni di competenza, ha comunicato che: ferma restando l’attualità e l’efficacia del decreto interministeriale del 28 agosto, il Pos non può essere assegnato”.

Come dire: non dipende da noi. E in copia viene allegato l’elenco delle persone –ben 39, a partire dal capo di Gabinetto del Viminale, Matteo Piantedosi –che hanno determinato la decisione del rifiuto. Elenco che, secondo indiscrezioni, giunge anche alla Procura di Agrigento che sta indagando per il reato di omissioni in atti d’ufficio – secondo il gip si configura anche il reato di sequestro di persona –nella gestione del caso Mare Jonio.

Insomma, anche la Guardia Costiera ormai prende le distanze dal decreto sicurezza bis che Di Maio invece vuole preservare anche con il nuovo governo. Non è curioso?

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