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Salvini si arrabbia perché hanno preso il telefono della ex moglie con le foto della figlia

Matteo Salvini,intervistato dal direttore del tg2 Gennaro Sangiuliano, è molto arrabbiato perché la GdF ha sequestato il telefono della ex moglie Giulia Martinelli, con le foto della figlia e le chat con i nonni. Ma cosa cerca davvero la Guardia di Finanza?

salvini telefono con le foto della figlia

Matteo Salvini, intervistato dal direttore del tg2 Gennaro Sangiuliano, è molto arrabbiato perché la GdF ha sequestato il telefono della ex moglie Giulia Martinelli, con le foto della figlia e le chat con i nonni. Ma cosa cerca davvero la Guardia di Finanza?

Salvini si arrabbia perché hanno preso il telefono della ex moglie con le foto della figlia

Matteo Salvini non l’ha presa bene: “La mia ex moglie trattata peggio di un mafioso, una cosa indegna di un Paese civile, mi vergogno di vivere in un Paese così, darò un colpo di telefono, se non me lo tolgono anche a me, al Presidente Mattarella che teoricamente sarebbe il capo della magistratura, per chiedergli se è normale che in Italia funzioni così, per me non lo è”. Di cosa sta parlando Salvini a Formello?  ”Siccome vedo poco mia figlia – racconta Salvini –  ogni mattina alle 8.05, caschi il mondo, io chiamo la mia ex moglie per la sveglia e un saluto. Ieri ho provato a chiamare e la mamma non risponde al telefono. Ho pensato, capita, alle donne che lavorano. Poi l’ho chiamata alle 9, alle 10 e ancora e nulla. Allora ho iniziato un po’ ad arrabbiarmi e un po’ a preoccuparmi. Manco un messaggio. Poi, dopo pranzo, mi ha telefonato una collega della mia ex moglie per dirmi che Giulia non aveva il telefono… E io, ma come? Siccome lei lavora alla Regione Lombardia, non è indagata, è arrivata la Finanza a casa e in ufficio e le ha portato via il telefono. A una cittadina italiana di 41 anni  che non ha mai toccato un euro fuori posto viene portato via il telefono con gli affari suoi e miei, perchè con la mia ex moglie posso parlare di quello che voglio, con le foto di mia figlia, chat con i nonni. Prendetevela con me, io ho le spalle larghe, ma se entrate in casa di mia figlia mi incazzo come un bufalo”.

Il punto però è che la Guardia di Finanza di Pavia, come spesso sottolinea Salvini che difende sempre le forze dell’ordine, ha fatto solo il suo dovere. E non ha sequestrato il telefono dell’ex moglie del leader della Lega per vedere le foto di Mirta Salvini o le chat con i nonni, ma perché per ordine del procuratore Mario Venditti hanno effettuato copia forense del telefono. La stessa misura è stata attuata anche per il presidente della Regione Attilio Fontana, per l’assessore al Welfare Giulio Gallera e per l’appunto per  Giulia Martinelli, responsabile della segreteria del governatore lombardo ed ex compagna di Matteo Salvini. Anche altri funzionari della regione Lombardia sono stati coinvolti nella stessa procedura. E cosa cerca la GdF? L’inchiesta è quella Diasorin, spiegava Repubblica:

L’inchiesta dei pm di Pavia nasce dall’affidamento diretto per 500mila test sierologici (2 milioni di euro) alla società Diasorin, accordato dal Pirellone e preceduto da una sperimentazione nei laboratori del Policlinico di Pavia San Matteo. Il sospetto dei pm — sulla vicenda indagano anche quelli milanesi — è che «legami politici» possano aver influito sulla scelta di Diasorin come partner del San Matteo. Ovvero che la giunta possa aver imposto i test della società piemontese senza prendere in considerazione altri. Da qui le accuse di turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente e peculato: «la Diasorin spa ha uffici anche nell’Insubria Biopark a Gerenzano (Varese) — scrivevano i pm nel primo decreto di perquisizione —. Proprio in quel polo scientifico si trova la sede legale della Fondazione Istituto insubrico il cui direttore generale è Andrea Gambini, già commissario della Lega varesina e presidente della Fondazione Irccs Carlo Besta».

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Al centro dell’inchiesta, anche una serie di pagamenti (in epoca pre Covid) a una società di Gambinida parte della Diasorin. Otto gli indagati dalla procura di Pavia: tra questi il direttore del laboratorio di virologia molecolare del San Matteo Fausto Baldanti e il presidente della Fondazione Policlinico San Matteo Alessandro Venturi. Nel decreto di perquisizione esibito ieri dai militari della Guardia di Finanza, si fa riferimento proprio a delle chat che risulterebbero cancellate dal cellulare di Venturi. Le acquisizioni di ieri servono per ricostruire il contenuto laddove facesse riferimento agli argomenti dell’inchiesta.

Ma nel telefono di Fontana e della moglie, anch’esso sequestrato, sono state trovate anche tracce di conversazioni relative al caso della donazione dei camici alla regione Lombardia da parte della società del cognato di Attilio Fontana, spiega il Corriere:

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Il nucleo speciale di Polizia Valutaria della Gdf nell’ambito dell’indagine della Procura di Milano sul«caso camici», ha acquisito, tra gli altri, il contenuto dei cellulari di Roberta Dini, moglie del governatore Attilio Fontana, degli assessori lombardi Davide Caparini, Raffaele Cattaneo e di Giulia Martinelli, capo della segreteria del presidente della Lombardia nonché ex compagna del leader della Lega Matteo Salvini. L’acquisizione è presso terzi, il che vuol dire che i quattro non sono indagati. L’acquisizione, per parole chiave, e quindi mirata, del contenuto dei telefoni, che riguarda anche quelli dell’ex dg di Aria Filippo Bongiovanni e della dirigente della centrale di acquisti regionale (entrambi sono indagati), si è resa necessaria alla luce delle testimonianze messe a verbale da testi sentiti nei mesi scorsi. E poi dalle prove documentali raccolte dalle Fiamme Gialle, tra cui i messaggi e le chat scaricati dal telefono di Andrea Dini.

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