Economia

Salvini e i porti aperti per le armi

Lo sciopero dei lavoratori dei trasporti per la Bahri Yanbu e il Capitano: «In nessun caso si può tollerare una violazione della legge»

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Matteo Salvini rilascia oggi un’intervista al Secolo XIX in cui parla anche del blocco dei portuali genovesi nei confronti della nave araba Bahri Yanbu che trasporta armi che ha impedito l’attracco al porto di Genova. Il ministro dell’Interno è categorico; porti aperti per le armi:

Nelle ultime ore c’è stato il blocco dei portuali genovesi contro la nave araba che trasporta armi. Che opinione ha su questa vicenda?
«Evidentemente la campagna elettorale è arrivata anche sulle banchine, ma ricordo che in nessun caso si può tollerare una violazione della legge, tanto più quando a farne le spese rischiano di essere i tantissimi lavoratori del porto di Genova che chiedono di aumentare e non certo di diminuire l’attrattività dello scalo merci. Quanto alle armi e alla pace nel mondo, le vie per raggiungere questi scopi sono ben altre: diplomazia, cooperazione, impegno quotidiano nel mediare in contesti di crisi, tutte attività che simili incidenti rischiano solo di complicare ancor di più».

“La Filt Cgil Liguria – si legge in una nota della Filt Cgil del pomeriggio del 20 maggio – ha dichiarato lo sciopero dei lavoratori addetti a tutti i servizi e alle operazioni portuali, di mare e di terra, che riguardano gli scali liguri dove avvenga l’eventuale attracco della nave Bahri Yanbu, carica di armi destinate al conflitto in Yemen, perché, come già avvenuto nei porti di Le Havre e di Genova, non si proceda con l’imbarco di materiale bellico impiegato in operazioni definite dalle Nazioni Unite “crimini di guerra”. La Bahri Yanbu era arrivata all’alba in porto. I portuali genovesi e la Cgil hanno proclamato sciopero. Un presidio di pacifisti al varco di ponte Etiopia. I portuali: “Attrezzature e droni al servizio del militare: non vogliamo essere complici delle vittime civili in Yemen, non carichiamo”.

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