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Il “virologo” Salvini dice che il green pass è una “cazz..a” e il figlio non deve essere inseguito con una siringa

Salvini rispolvera la divisa da virologo per pontificare su green pass e vaccini per i giovani, come sempre facendo la solita propaganda populista

Salvini green pass

Matteo Salvini, mentre ogni giorno i contagi risalgono, ha di nuovo tolto dall’armadio la divisa da virologo per pontificare su green pass e vaccini: secondo il leader della Lega gli under 40 non devono essere obbligati a vaccinarsi, spiega facendo il solito esempio pittoresco con il figlio. Chissà perché però i contagiati del focolaio di Monteverde a Roma, ma non solo, sono quasi tutti giovani.

Il “virologo” Salvini dice che il green pass è una “cazz..a” e il figlio non deve essere inseguito con una siringa

Il Green pass è “una cazzata pazzesca” che porta solo un “casino totale”, ha spiegato Salvini parlando in piazza a Rosolina Mare, a Rovigo, sul tema del vaccino, sottolineando che “non si tratta di essere no-vax, il vaccino serve, salva le vite, ma da qui a parlare di vaccino obbligatorio per gli studenti ce ne passa”. “Non bisogna multare i ragazzi, di 15-20 anni che hanno sofferto per un anno e mezzo, 400 euro per chi va a mangiare la pizza…”, dice ancora. “Il green pass? Sarebbe il casino totale, per avere la seconda dose di vaccino, che serve per avere il via libera, tutti quelli che sono sotto i i 40 anni dovrebbero aspettare ottobre, è una cazzata pazzesca. Si rovina l’estate a chi gestisce spiagge e discoteche”, aggiunge Salvini. “Ieri in Gb 54mila nuovi positivi, ma numero dei morti e ricoverati non aumenta, e Londra da domani riapre tutto”.

Per Salvini i ragazzi non solo non dovrebbero essere costretti a vaccinarsi, ma addirittura discute l’utilizzo del test del tampone come ha detto a Jesolo: “Io non sono no vax, i miei genitori di 75-76 anni sono vaccinati due volte, tranquilli e sicuri, gli portavo io la spesa e gliela lasciavo fuori dall’ascensore, ma mi rifiuto di vedere qualcuno che insegue mio figlio che ha 18 anni con un tampone o con una siringa. Prudenti sì, terrorizzati no”.

 


 

 

Del resto il segretario del Carroccio utilizza sempre lo stesso argomento per la sua propaganda: “Si parla di multe di 400 euro, del green pass per andare a prendere il cappuccino in piazza Mazzini, mangiare una pizza a Jesolo, intanto ne sbarcano a carrettate in Sicilia senza green pass o altro”. Forse vale la pena ricordargli, mentre tutti aspettiamo che si vaccini anche lui, che gli ultimi focolai in Italia non sono derivati da nessuno sbarco ma più semplicemente dall’euforia per gli Europei: nel Lazio ben due cluster sono partiti in locali che trasmettevano le partite degli Azzurri.