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Per Salvini un governo con il M5S non è impossibile

«Niente è impossibile»: Matteo Salvini apre ufficialmente alla possibilità di un governo tra Lega e MoVimento 5 Stelle mentre si profila per la presidenza delle camere un accordo politico tra le due forze. E lo fa anche per smentire Roberto Maroni che, defilato in campagna elettorale fino all’assenza programmata di Milano, oggi è tornato a farsi sentire in un’intervista a In 1/2 Ora da Lucia Annunziata per dire che lui punta alle larghe intese e che per lui è impossibile un governo tra Carroccio e grillini.

Matteo Salvini e il governo con il M5S

Per Salvini invece niente è impossibile. Ed avendo vinto lui le elezioni, è il suo parere quello che conta. “Tecnicamente” un governo Lega-Cinque Stelle “è possibile con i numeri sì ma penso che sia una missione impossibile e non per chi comanda tra i due, ma per un’incompatibilità tra i due programmi e per le conseguenze che l’alleanza tra Lega e Cinque Stelle avrebbe sulla coalizione di centro destra”, aveva detto Maroni oggi pomeriggio. Secondo Maroni un governo M5S-Lega “romperebbe il centrodestra e metterebbe in crisi i governi regionali e locali, mi spiacerebbe che venisse buttato per aria un patrimonio di alleanza che ha governato bene negli ultimi 25 anni in molti comuni e regioni”.

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Fonte: Il Sole 24 Ore del 06/03/2018

Per Maroni le larghe intese potrebbero aprire a un nuovo voto da accorpare alle elezioni europee, ovvero il 26 maggio 2019. L’ex governatore della Lombardia racconta: “Berlusconi teme l’Opa di Salvini su Forza Italia, vuole a tutti i costi evitarlo. Da qui al 23 quando si decideranno i presidenti delle Camera si giocherà il primo tempo di questa partita”. Quello che vuole il Cavaliere è “evitare un governo che escluda Forza Italia e sta lavorando per l’unico governo possibile che possa evitare elezioni anticipate in autunno. L’unica soluzione sono le larghe intese come successe nel 2013 con Enrico Letta”, conclude.

Il Capitano da Barbara D’Urso

Salvini si presenta invece da Barbara D’Urso a Domenica Live con in mente l’obiettivo deciso di lasciarsi le mani libere: “Prima ho il dovere di confrontarmi con il centrodestra. Dopo di che nulla è impossibile, io sono disponibile parlare con tutti”, replica proprio sull’alleanza con il M5S. E già che c’è risponde anche sul reddito di cittadinanza: “Non si è capito ancora bene, ma credo, se non hanno cambiato idea, che loro propongono di dare 500 o 700 euro a chi sta a casa. Io -ha detto- ho una idea diversa. Se ci sono dei soli li uso per ridurre le tasse a chi crea lavoro”.

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La tabella sul reddito di cittadinanza M5S (Il Messaggero, 18 marzo 2018)

Per il resto è stato il solito spettacolo di Salvini: “Io premier? Non ci manca molto”, dice. E quanto ai temi su cui costruire un’intesa con i Cinque stelle, afferma: “Stando alle parole, la legge Fornero è una cosa che anche loro vorrebbero cambiare, c’è un rapporto con l’Europa da cambiare, c’è una riforma della scuola da cambiare. Lo sconto per chi è in carcere condannato a meno di 4 anni di galera…”, aggiunge. Dopodiché “cosa vogliono fare? Pd, 5 stelle? Vediamo!”. “Non ne posso più dei clandestini che stanno in giro a far niente”, sottolinea, raccogliendo l’applauso più forte dalla platea. Al tempo stesso, “c’è una visione diversa sul lavoro. Loro vogliono dare 700-800 euro a chi sta a casa. Io non sono d’accordo, se uno è in difficoltà posso dare un prestito per aiutare a trovare lavoro, ma altrimenti quelli che lavorano che sono: più stupidi degli altri? Vediamo, passiamo dalle parole ai fatti. Voglio capire, anche sulla Lega hanno detto tante cose, che siamo razzisti…”. Di tutto questo, precisa però il leader della Lega, non si è parlato nel colloquio telefonico di oggi con Luigi Di Maio: “Con Di Maio non abbiamo parlato di governo, c’è da far partire l’attività di Camera e Senato”. Quindi ha regalato alla ‘padrona di casa’, Barbara D’Urso una boccetta d’olio che gli è stato regalato da alcuni studenti del liceo scientifico di Rosarno: “Voglio andare a Bruxelles – ha aggiunto tra gli applausi – a dire basta, non voglio avere sulle tavole l’olio tunisino e le arance del Marocco”.