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Quello che Salvini non dice sulle folle oceaniche in Sicilia

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«Fate girare voi queste foto perché tivù e giornaloni faranno di tutto per nasconderle» scriveva Matteo Salvini ieri sera pubblicando le foto del comizio di Bagheria. «Ho ancora negli occhi le piazze siciliane di ieri, qui lo splendido ricordo di Caltanissetta» scrive questa mattina il vicepremier pubblicando altre foto, quelle della piazza gremita a Caltanissetta. Domenica in Sicilia si vota per l’elezione dei sindaci in 34 comuni e il ministro dell’Interno come al solito sta facendo campagna elettorale.

Perché Salvini ha sempre bisogno di un bagno di folla

L’ultima volta per Salvini in Sicilia (alle regionali del 2017) nonostante la vittoria di Nello Musumeci e del centrodestra non era andata benissimo. Questa volta per la Lega spera che le cose vadano come in Abruzzo, Sardegna e Basilicata. Fa però sorridere che Salvini si lamenti della censura. Non solo perché è il ministro dell’Interno e la sua visita in Sicilia era stata adeguatamente pubblicizzata – grazie alle dichiarazioni ad hoc sul 25 aprile – ma anche perché tra tutti i politici italiani Matteo Salvini è quello che meno può lagnarsi di eventuali censure, visto che da anni imperversa su tutte le reti televisive nazionali.

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La propaganda però è anche questo. Lamentarsi della censura e fingere di “rivelare” al pubblico cose che altrimenti verrebbero taciute. Come ad esempio l’enorme, spettacolare successo del comizio a Bagheria. Oppure la “piazza strapiena” con la Lega a Monreale «che i TG non faranno vedere» ma che Salvini ci tiene a far sapere che è «la realtà dell’Italia».

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Come mai Salvini ha bisogno di mostrare le piazze piene? Non bastano i sondaggi che da dieci mesi danno il suo partito in costante ascesa? Evidentemente no. Per un duplice motivo. Il primo è che i sondaggi sono “virtuali” ed è difficile far vedere all’elettorato quanti sono effettivamente i sostenitori della Lega. Il secondo è che mostrare un gran numero di sostenitori reali, quelli che vanno in piazza ad assistere al discorsetto di Salvini proprio il 25 aprile, galvanizza chi già è convinto di votare Lega e aiuta gli indecisi a sentirsi parte della maggioranza. Ecco quindi che le folle oceaniche salviniane assolvono a questo duplice scopo, oltre a quello di essere un’arma contro i temibili poteri forti che vorrebbero che tutto passasse sotto silenzio.

I veri censurati? I contestatori

Ma in realtà le cose non sono esattamente come le racconta Salvini. Perché oltre ai numerosi cittadini che sono andati in piazza a sentirlo parlare ce n’erano tanti nella stessa piazza, tenuti in un angolo dalle forze dell’ordine, lo hanno contestato. È successo a Monreale ad esempio, dove un gruppo di una cinquantina di contestatori è stato bloccato dalla Digos perché la loro manifestazione non era autorizzata. Salvini come al solito dal palco non ha perso l’occasione per sfotterli invitandoli a mangiare “pane e nutella”.

Lo stesso è accaduto durante il comizio di Salvini a Caltanissetta dove i contestatori hanno cantato “Bella Ciao” e il ministro ha risposto dicendo che «uno che crede nel comunismo nel 2019 va abbracciato come un panda. Saluto i comunisti che stanno contestando e ricordo che istituiremo di nuovo l’educazione civica nelle scuole. Se voi amate i clandestini ci lasciate conto corrente e li mantenete voi».

Di queste contestazioni però il ministro non parla. Perché è più comodo lamentarsi di un’inesistente censura da parte dei “giornaloni” in modo da saturare il mezzo di comunicazione con foto di folle oceaniche e togliere spazio ai contestatori. Che alla fine sono quelli davvero censurati. Perché a Salvini i contestatori fanno comodo solo quando sono “violenti” o affiggono manifesti oltraggiosi, quando la contestazione è pacifica non fa il gioco del ministro che non può nemmeno – poverino – dipingersi come vittima dell’odio di comunisti e centri sociali.

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