Opinioni

Salvini vuole le dimissioni dei consiglieri in Regione Lazio per far cadere Zingaretti

Chi dice che il centrodestra in Regione Lazio non è unito non ha fatto i conti con Matteo Salvini. Avete presente le accuse piovute addosso a Sergio Pirozzi di aver fatto il gioco di Zingaretti candidandosi nonostante il mancato ok di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia e la concorrenza che ha fatto a Stefano Parisi, candidato ufficiale del centrodestra? Ebbene, proprio quel Sergio Pirozzi nei giorni scorsi ha detto che avrebbe pagato il notaio ai consiglieri che si fossero dimessi, e di essere pronto a farlo, per far decadere il consiglio regionale e quindi il governatore Nicola Zingaretti. Non solo: Pirozzi ha anche detto di aver concordato la sua mossa con Matteo Salvini, che però ufficialmente alle elezioni si è presentato con il centrodestra unito sostenendo Parisi.

sergio pirozzi matteo salvini

Oggi arriva la conferma. Il segretario della Lega e leader del centrodestra designato per i colloqui con Mattarella ha rilasciato una nota stampa nella quale si schiera dalla parte di Pirozzi sulla vicenda delle dimissioni dei consiglieri: “Pd e Zingaretti non hanno i numeri per governare. Per questo invito tutta l’opposizione a un atto di coerenza e conseguenza per fare in modo che la parola torni ai cittadini. Per quanto riguarda la Lega siamo pronti alle dimissioni o a presentare e votare la sfiducia a Zingaretti“.

roberta lombardi

Le dimissioni sono state escluse dallo stesso Parisi in un’intervista ad Agorà su Raitre nello stesso giorno in cui il progetto di Pirozzi è stato reso pubblico dal Messaggero, ma anche da Roberta Lombardi a nome del MoVimento 5 Stelle. Pirozzi quindi ha trovato una sponda per il suo progetto di dimissioni-kamikaze per stroncare la giunta di Nicola Zingaretti sul nascere nel leader di centrodestra che ufficialmente nel Lazio sosteneva un altro candidato a lui alternativo. Sarà particolarmente entusiasta della situazione la povera Giorgia Meloni, che già deve fare i conti nel suo partito con gli scarsi entusiasmi con cui è stato accolto il risultato alle elezioni regionali: ora scopre che il suo leader designato a livello nazionale appoggia il candidato che lei aveva bocciato l’anno scorso come aspirante governatore.