Economia

Ora Salvini è leader: tocca a lui trovare 40 miliardi

Cottarelli: servirebbero 26-27 miliardi, visto che anche dopo le elezioni Salvini ha confermato che l’Iva non aumenterà. A questo si devono aggiungere le risorse che il leader leghista vorrebbe utilizzare per introdurre la flat tax

Carlo Cottarelli su La Stampa oggi nota che adesso che Matteo Salvini è l’indiscusso leader della coalizione gialloverde, è il momento per lui di prendersi qualche responsabilità. La prima sarà spiegare al popolo come trovare i soldi che gli servono per la flat tax e per annullare l’aumento dell’Iva:

Cosa farà? Guardiamo ai numeri. Quest’anno il deficit pubblico dovrebbe essere pari al 2,4 per cento del Pil. Il Def, poco più di un mese fa, fissava un obiettivo di deficit del 2,1 per cento per il 2020. Per raggiungere questo obiettivo, tenendo conto degli aumenti di spesa già decisi (per reddito di cittadinanza, Quota 100, e un po’ di altre cose che avranno un pieno impatto solo nel 2020) senza aumentare l’Iva, occorrerebbe trovare 23 miliardi più almeno 3-4 miliardi per rifinanziare spese difficilmente differibili non ancora iscritte a bilancio.

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Quindi servirebbero 26-27 miliardi, visto che anche dopo le elezioni Salvini ha confermato che l’Iva non aumenterà. A questo si devono aggiungere le risorse che il leader leghista vorrebbe utilizzare per introdurre la flat tax. Non si sa esattamente quanto serve perché (vedremo quale versione della flat tax ha in mente Salvini), ma un taglio netto delle tasse inferiore ai, diciamo, 10-15 miliardi, non potrebbe certo realizzare quello choc fiscale che i sovranisti ritengono necessario. Quindi servirebbero una quarantina di miliardi per raggiungere il 2,1 per cento e fare quello che Salvini dice di voler fare. Impossibile.

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