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Come il M5S ha segato anche Salvatore Tutino

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«Bisogna tenere conto delle aspettative della Lombardi, delle frasi della Ruocco, delle parole di Fico? Ho visto i loro curriculum, sono un po’ perplesso… Gente che grazie a qualche click di mouse sta dove sta»: Salvatore Tutino sceglie il Corriere della Sera per spiegare il suo disappunto (è un eufemismo) nei confronti del MoVimento 5 Stelle, che è riuscito nel capolavoro politico di segare anche il suo nome e oggi, con il vicesindaco Daniele Frongia, ha l’ardire di dire che la sua candidatura era nata sui giornali (falso).

Come il M5S ha segato anche Salvatore Tutino

La verità è invece che Tutino ha deciso di ritirarsi dalla corsa perché la sindaca cincischiava nella nomina. «L’8 settembre — dice Tutino — sono entrato in Campidoglio da una porta secondaria. Ho visto la sindaca, parlato con consiglieri, assessori. Il 9, il giorno dopo, ho dato la mia disponibilità». Occhio alle date: l’8 era il giorno del «pasticcio» sul precedente designato De Dominicis. E poi? «C’era una email da fare alla Corte dei Conti: era sbagliata, l’ho corretta. Doveva partire stamattina, ma niente». E la sindaca cincischiava non perché volesse infilare il suo nome in un pacchetto di nomine, visto che la mail che chiedeva di mettere in aspettativa il magistrato della Corte dei Conti serviva ad assicurarne la disponibilità e quindi si poteva mandare fin da subito. La sindaca cincischiava perché erano arrivate molte critiche nei confronti del suo nome per quella nomina effettuata dal governo Letta e attaccata da Di Battista e altri all’epoca e da Roberto Fico e Carla Ruocco di recente. Ieri mattina ha atteso la chiamata di Andrea Mazzillo, responsabile dell’attuazione del programma del Campidoglio, con il via libera all’incarico, che però non è mai arrivata. Così, stanco di aspettare da una settimana la formalizzazione di una nomina, esposto al fuoco di fila delle dichiarazioni di alcuni parlamentari 5 Stelle, il giudice della Corte dei Conti ha ritirato la sua disponibilità. E siccome non tutti sono capaci di negare l’evidenza, il Fatto racconta dell’imbarazzo dell’Assemblea Capitolina:

Ma in Assemblea Capitolina filtra imbarazzo, con l’aula finora alle prese solo con la votazione di piccole mozioni in assenza di delibere qualificanti prodotte dalla giunta, finora appena 34, di cui metà dedicate ai contratti di staff. Perché senza assessore al Bilancio manca la figura politica di riferimento capace di indirizzare gli impegni di spesa, a partire dai servizi pubblici. Entro il 30 novembre l’aula dovrà votare l’a s s estamento di bilancio, la prima vera manovra economica dell’epoca Raggi, il documento che più di ogni altro chiarisce le scelte politiche del Campidoglio.

virginia raggi sim city

E anche oggi l’assessore lo nominiamo domani

La Raggi e la sua giunta quindi si trovano bloccati con l’assestamento di bilancio alle porte. E soprattutto: sono talmente avvelenati da non aver nessuno di credibile a cui dare la colpa. Per questo il vicesindaco Frongia in un’intervista alla Stampa prova a prendersela per l’ennesima volta con i giornali:

Vicesindaco, anche Salvatore Tutino è perso…
«Come ha detto la sindaca, era solo un’ipotesi, tra l’altro costruita sui giornali che fanno e disfano come vogliono»

Frongia nell’occasione offende l’intelligenza dell’opinione pubblica e la verità. Salvatore Tutino in un’intervista a Repubblica oggi racconta di aver incontrato giunta, consiglieri e sindaca una settimana fa: «Ho visto la sindaca per la prima e unica volta una settimana fa. Con lei c’erano una platea di persone, tra consiglieri e assessori. È stata un’allegra chiacchierata, mi hanno fatto domande sul mio curriculum che, per altro, hanno da molto tempo». Cioè lunedì scorso. Il nome di Tutino sui giornali è comparso per la prima volta venerdì scorso, ovvero cinque giorni dopo l’incontro descritto dal magistrato della Corte dei Conti. L’incontro con il nuovo assessore venne confermato la settimana scorsa da Adriano Meloni, assessore al commercio della giunta Raggi di cui lui è vicesindaco. 

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