Economia

Rottamazione cartelle Equitalia, come e quando pagare

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La rottamazione delle cartelle di Equitalia è stata prorogata al 21 aprile e ci sono alcune novità: la sanatoria riguarda le cartelle esattoriali di Equitalia, multe comprese, ma anche le notifiche di accertamento dell’Agenzia delle entrate su Irpef, Irap, Ires, contributi previdenziali e Inail, Iva, esclusa quella da import. Oggi la Stampa riepiloga le regole in un esempio di risparmio:

rottamazione cartelle
Rottamazione delle cartelle: un esempio di risparmio (La Stampa, 13 marzo 2017)

Nell’articolo il quotidiano di Paolo Russo spiega:

Su tasse e contributi la rottamazione consentirà di non pagare le sanzioni e i salatissimi interessi di mora, anche se resta l’aggio dovuto ad Equitalia. Ovviamente si deve pagare per intero l’importo relativo a tasse, contributi e multe con l’aggiunta delle spese legali, uno 0,5% che scatta dal mancato versamento della somma dovuta alla data di notifica della cartella esattoriale. Per chi ha avuto una cartella notificata otto anni fa il risparmio si aggira sul 50%, meno quando i mancati versamenti sono più recenti, dicono le simulazioni effettuate dallo studio Timpone.
Per presentare domanda c’è tempo fino al 21 aprile. Poi entro il 15 giugno Equitalia ci comunicherà gli importi da pagare, che possono essere frammentati in 5 rate. Le prime tre, pari al 70% dell’importo complessivo, si dovranno saldare entro luglio, settembre e novembre del 2017. La quarta rata andrà saldata entro aprile del 2018, l’ultima a settembre dello stesso anno. Sarà comunque Equitalia a inviare a casa i bollettini con importi e scadenze. E attenzione a non saltarne nemmeno una, perché in tal caso si dovrà pagare l’intero importo, comprensivo di sanzioni e interessi di mora, in un’unica soluzione. Altra novità: «Nel momento in cui si presenta domanda sono sospesi i fermi amministrativi, tipo quelli su moto e auto ed anche i pignoramenti sui conti bancari, anche se non è ancora chiaro se questi ultimi restino nella disponibilità del contribuente o rimangano congelati in banca», spiega sempre Timpone. «Riguardo i contributi previdenziali non versati, invece, anziché aspettare di aver terminato i pagamenti, basterà presentare domanda per essere considerati in regola», puntualizza ancora il tributarista.

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