Opinioni

Rita Bernardini rifiuta la candidatura con la lista di Emma Bonino

rita bernardini

“Il fatto che mi proponiate una candidatura nella vostra lista mi porta a pensare che il mio comportamento politico non sia stato chiaro ai vostri occhi e cio’ mi dispiace perché ero convinta di essermi manifestata in modo limpido. E non mi riferisco a tempi recentissimi ma almeno da quando le vostre strade sono confluite in un’unica strada contraria a quella percorsa da Marco Pannella, strada – quella di Marco – che io ho condiviso e che cerco di portare avanti oggi con le compagne e i compagni del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito”. E’ il ‘gran rifiuto’ che Rita Bernardini – membro della presidenza del Partito Radicale – oppone all’offerta di candidatura per le elezioni politiche di primavera da parte di +Europa la lista guidata da Emma Bonino che si muove nel campo del centrosinistra. Un’offerta che le era stata avanzata da una email del segretario dei Radicali Italiani Riccardo Magi. “Non è ‘per caso’ che i soggetti politici che rappresentate con le vostre firme – sottolinea la Bernardini nel suo rifiuto scritto ieri ma diffuso oggi – siano stati i più acerrimi boicottatori, con atti, comportamenti e omissioni, del raggiungimento nel 2017 dei 3.000 iscritti”.
rita bernardini
Per la Bernardini “Non sono secondarie, come scrive Riccardo Magi con l’espressione “è inutile qui e ora ricordare”, le ragioni che mi hanno portato a “scelte politiche e organizzative diverse” anche perche’ “giustizia giusta” e “carceri” non sono un brand, semplici titoli di iniziative da poter vantare in campagna elettorale, ma elementi essenziali di un regime a-democratico e anti-popolare che ha ridotto il Paese sul lastrico non solo e non tanto economico (quella semmai e’ una conseguenza), ma istituzionale e civile. Avete il “vostro” partito, la “vostra” lista, il nome di Emma Bonino ceduto a Radicali Italiani come patrimonio da far fruttare nelle competizioni elettorali. Avete spazi televisivi a go’-go’, quelli per conquistare i quali (e non certo per se stesso) Pannella doveva giungere in punto di morte: che ve ne fate di una scostumata Bernardini?”. E la Bernardini conclude citando le parole del rimpianto Marco Pannella del 1978: “non possiamo non prevedere fin d’ora – pena la morte politica di tutti noi – che si tenterà di separare, di annettere, di integrare qualsiasi radicale che proponga in modo non scostumato, cioè secondo il costume di classe del potere, e quindi con costumi omogenei a quelli del potere, quello che insieme abbiamo imparato e a cui stiamo dando corpo “.