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Grecia, il ritorno all’opposizione di Syriza e Tsipras

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« Eppur si muove »: Tsipras aveva citato Galileo in campagna elettorale, per rispondere ai giornalisti che davano per schiacciato il suo partito. Ai sondaggi e all’opinione dominante, che lo volevano senza speranze di recupero, votato alla deriva e alla sconfitta. E la sconfitta è arrivata in questo 7 luglio, data di elezioni anticipate in Grecia.

Syriza torna all’opposizione

Il quadro era difficilissimo per Syriza e Tsipras, che ha attraversato quattro anni di governo più che impegnativi, con le classi dominanti greche e mondiali frontalmente contrarie, ma con un unico, decisivo alleato: il popolo greco. Chi ha seguito le cronache dedicate da queste pagine alla Grecia sa quanto Tsipras ha dovuto concedere, per salvare la tenuta economica e civile del suo Paese, devastato da anni di politiche irresponsabili e contrarie agli interessi dei lavoratori; quanto ha dovuto combattere per riprendere margini di manovra ed attuare le prime politiche espansive dopo anni di asfissia; quali speranze abbia suscitato il suo governo.

È un fatto che la Grecia è uscita, grazie al governo Tsipras, dal baratro dei programmi di assistenza, e si sia infine liberata della Troika (agosto 2018). È un fatto che la disoccupazione sia scesa di 10 punti percentuali sotto il suo mandato. È un fatto che una congrua porzione del debito sia stato de facto annullato (40 miliardi di euro su circa 300, con meccanismi di riscadenzamento e scambio di crediti). È un fatto che la tredicesima mensilità sia stata reintrodotta per le pensioni più basse e l’IVA sia stata ridotta su prodotti chiave. Ma è indubbio che il tempo concesso a Tsipras per riprendere la mano sia stato troppo poco. Avevamo previsto da queste colonne una sconfitta alle europee, ed un recupero in vista delle politiche. Una dinamica che si è in effetti messa in moto (Syriza recupera quasi il 10%, dal 23% del mese scorso), ma che non è bastata.

 

 

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In colore chiaro, % politiche del settembre 2015. In colore scuro, le % politiche 2019 (Ministero dell’Interno, 80% delle schede scrutinate, 23:00 ora di Atene)

 

 

Syriza torna all’opposizione: cosa succede ora

“Da oggi ritorniamo all’opposizione, ma con forze considerevoli. Da qui ricostruiremo la difesa del modo del lavoro, imparando dai nostri errori e dai nostri successi. Dobbiamo dare a Syriza il respiro di una più ampia forza della sinistra greca, perché abbia un ruolo centrale fra le forze progressiste”, ha dichiarato Tsipras in conferenza stampa. Le urne consegnano in effetti un parlamento nel quale Nuova Democrazia non avrà bisogno di alleati (grazie al forte premio di maggioranza del sistema elettorale greco, 50 seggi), e con una sinistra frammentata (Varoufakis ha conquistato circa il 3,5% dei consensi, il partito comunista il 5%, i socialisti del Pasok-Kinal quasi l’8%, ma senza bussola e spazio politico, orientati come sono verso il liberismo ed la stampella a ND, che però non avrà bisogno di loro, svuotandoli politicamente).

Syriza mantiene le posizioni rispetto alle precedenti politiche (dal 35% al 32%, un’erosione di circa tre punti). Un’analisi del voto sarà necessaria nei prossimi giorni: ma pare di poter misurare una convergenza verso Nuova Democrazia delle forze di Greci Indipendenti (ex alleati di Tsipras), di Alba Dorata, dell’Unione di Centro, tutti e tre sotto la soglia di sbarramento del 3% e fuori dal parlamento (“una vittoria dell’homo sapiens” ha dichiarato un dirigente di Syriza a proposito dell’esclusione dei fascisti dall’emiciclo).

 

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Tsipras, la cui autorità resta indiscussa nel partito, cercherà probabilmente di riaggregare le forze alla sua sinistra (il partito di Varoufakis) e alla sua destra (il Pasok-Kinal o almeno gli elettori socialisti) in un contesto più favorevole, trovandosi all’opposizione di ND. Le occasioni di battersi contro il programma duramente neoliberista della destra non mancheranno, e forse si ritesserà quel legame fra società e partito che ha fatto inevitabilmente difetto a Syriza durante il periodo di governo. “Non esaltarsi nella vittoria, non scoraggiarsi nella sconfitta”, raccomandava Enrico Berlinguer nel 1977 (anno del trionfo del PCI). È di questo humus culturale che Syriza e suoi militanti sono nutriti, e c’è da credere che le basi ideali e politiche saranno uno dei punti di appoggio per ricostruire una prospettiva di progresso sociale, di emancipazione dei lavoratori, di trasformazione della Grecia, per la quale Syriza ricomincia da oggi a lavorare. Nonostante la sconfitta, si è prodotto un mutamento nella politica e nella società greche, che non resterà senza effetti. “Eppur si muove”.

 

foto copertina: frame da instagram

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