Politica

I soldi degli stipendi M5S su un conto intestato a Di Maio e ai capigruppo

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Il Messaggero racconta oggi di un contrasto nato tra il vertice del MoVimento 5 Stelle e gli eletti sulle ormai famose restituzioni:

«Vergognoso». «I soldi dei nostri stipendi in un conto privato: inaccettabile». «Io voglio restituire allo Stato, non a Di Maio per finanziare la propaganda del M5s». Nelle chat dei parlamentari a 5 Stelle, la rivolta contro i nuovi rimborsi scoppia mercoledì pomeriggio, quando sulle mail di deputati e senatori si affaccia una stringata comunicazione dell’help desk di Rousseau. Oggetto: le restituzioni.

Per Luigi Di Maio l’ennesima grana, che arriva proprio quando si allungano i tempi della ristrutturazione del M5S annunciata dopo la débâcle in Abruzzo ma finora duramente osteggiata nei territori. La svolta è stata messa in «pausa» dopo l’incontro tra Di Maio e Roberto Fico, leader dell’ala ortodossa e presidente della Camera.

Ma perché i parlamentari si sono arrabbiati?

Tutto accade mercoledì, appunto,quando la piattaforma di Casaleggio jr. avverte deputati e senatori che d’ora in poi i 2mila euro al mese che ciascuno di loro è obbligato a decurtarsi dall’indennità, non dovranno più essere versati né al fondo pubblico per le Pmi com’era avvenuto in passato, né al conto della Protezione civile com’era successo per il trimestre luglio-settembre 2018 per aiutare gli alluvionati.

Per le nuove rendicontazioni che arrivano fino a febbraio 2019 – e che devono essere effettuate entro il 10 maggio – c’è un nuovo Iban,informa la mail di Rousseau. Un nuovo numero di conto corrente. Che però stavolta è privato ed è intestato a tre persone: il capo politico Luigi Di Maio e i due capigruppo alla Camera e al Senato, Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli.

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