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Il ricorso del generale Pappalardo per annullare le elezioni del 4 marzo

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Un’ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra patria: l’ora delle decisioni irrevocabili. Per questo il Movimento Liberazione Italia del generale Antonio Pappalardo ha presentato un ricorso al tribunale amministrativo regionale del Lazio per chiedere l’annullamento delle elezioni. Pappalardo, in qualità di fondatore del MLI, e il signor Giuseppe Pino, ex commissario di polizia in pensione hanno deciso di proporre ricorso contro il consiglio dei ministri e la presidenza della Repubblica per “l’annullamento della convocazione dei comizi per l’elezione della Camera dei deputati e il Senato della Repubblica” e delle elezioni del 4 marzo.

Il ricorso del generale Pappalardo per annullare le elezioni del 4 marzo

Le ragioni, chiederebbe Mark Renton? I ricorrenti chiedono di mandare la legge elettorale Rosatellum alla Corte Costituzionale per un giudizio di legittimità. Questo perché, secondo l’interpretazione già data in altre occasione da quelli del MLI, il parlamento che ha legiferato sarebbe incostituzionale perché eletto con legge dichiarata incostituzionale, e ciò nonostante la stessa Consulta abbia invece dichiarato il parlamento eletto pienamente legittimato a legiferare (il generale se ne intende: pranza al Senato).

generale pappalardo elezioni 4 marzo

Secondo i ricorrenti, quindi, i parlamentari “stanno commettendo un gravissimo delitto contro la personalità dello Stato consistente nell’usurpazione del potere politico”, e rischiano una pena dai 6 ai 15 anni. E ovviamente il presidente della Repubblica, in quanto eletto da quei parlamentari, è illegittimo e sarebbe passibile di arresto secondo la nota interpretazione pappalardiana (che d’altro canto ha già portato all’arresto Mattarella qualche tempo fa).

Il ricorso al TAR del Movimento Liberazione Italia

Le trenta pagine del ricorso si concludono quindi con la richiesta di annullamento dei provvedimenti impugnati (cioè la proclamazione delle elezioni) e il rinvio alla Corte Costituzionale della legge elettorale, oltre alla richiesta di sospensiva per le elezioni proclamate il 4 marzo perché il tutto sarebbe un danno al Popolo Sovrano.

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L’iniziativa è audace e sarà certo foriera di interessanti conseguenze. Anche perché com’è finito il ricorso al TAR per l’ineleggibilità di Sala di alcuni attivisti grillini ce lo ricordiamo tutti: i ricorrenti hanno perso e hanno dovuto pagare migliaia di euro di spese.

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