Economia

I negozi che riaprono con sconti fino al 70%

Il termometro delle riaperture lo può dare corso Buenos Aires a Milano, la via commerciale più lunga d’Europa, dove l’apertura è all’insegna delle «mid season sale» con la maggior parte con sconti tra il 20 e il 70%

negozi riaprono sconti 70%

I negozi di abbigliamento e calzature che riaprono nella fase 2 dell’emergenza Coronavirus  un po’ ovunque hanno cartelli per le «mid season sale», «vendite promozionali» e «sconti eccezionali per essere più vicini ai nostri clienti»: sconti tra il 20 e il 50%. In alcuni rari casi persino al 70%. Il Sole 24 Ore spiega oggi che se riaprire è relativamente facile da ieri la vera sfida è catturare l’interesse e il borsellino dei clienti ma per ora in pochi varcano la soglia dei negozi.

I negozi che riaprono con sconti fino al 70%

Secondo il quotidiano si tratta di un brutto segnale dopo lo storico crollo dei consumi registrato da Confcommercio ad aprile: -47,6%. Se poi a maggio ci sarà uno stimato rimbalzo del Pil del 10% la ricchezza del Paese segnerà comunque un tonfo del -16% sul 2019. «Sosteniamo questa voglia di ripresa con indennizzi più robusti e liquidità vera. E con più certezze. Serve un piano di ricostruzione complessiva del Paese che oggi ancora non c’è» incalza Carlo Sangalli, presidente Confcommercio.

Confesercenti registra un avvio lento per negozi e pubblici esercizi con vendite al di sotto della media pre Covid oltre a enormi difficoltà in tutte le località turistiche. Le cose vanno un po’ meglio per i negozi di vicinato con vendite deboli, fiacche e la speranza di un ritorno della domanda dei residenti. In piena attività parrucchieri e acconciatori dopo gli oltre 70 giorni di lockdown. «La Fase 2 sta partendo molto gradualmente: circa 6 negozi e pubblici esercizi su 10 hanno già riaperto, ma il movimento di clienti rimane ancora sotto la media del periodo antecedente spiega Patrizia De Luise, presidente Confesercenti -. L’auspicio è che durante la settimana la spesa delle famiglie segni un recupero perché per le imprese, riaprire significa aumentare immediatamente i costi. Risorse che devono anticipare le attività, che si trovano schiacciate tra l’incremento delle spese di gestione e il prevedibile rallentamento dei consumi».

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Il termometro delle riaperture lo può dare corso Buenos Aires a Milano, la via commerciale più lunga d’Europa, dove l’apertura è all’insegna delle «mid season sale» con la maggior parte con sconti tra il 20 e il 70%. «Chi non ha fatto in tempo ad esporre i cartelli fa sconti alla cassa aggiunge Gabriel Meghnagi, presidente della Rete associativa vie di Confcommercio Milano -. Ma sui negozianti del Corso si sta per abbattere lo tsunami della pista ciclabile che peggiorerà traffico e vendite e farà aumentare l’inquinamento della zona. Un progetto “lunare” che va fatto nelle vie limitrofe». Da parte sua Marco Granelli, assessore a Mobilità e lavori pubblici, parla di un esperimento e promette un confronto, con commercianti e taxisti, tra 6 mesi.

Rimane chiuso invece  il 30% dei bar e dei ristoranti, secondo gli ultimi dati FipeConfcommercio, con 377mila posti di lavoro a rischio. I bar soffrono a causa dello smart working che comporta un taglio drastico della clientela legata a colazioni e pausa pranzo ma si stima un crollo del 55% degli incassi a fine anno.

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