Opinioni

Il retroscena su Renzi e le dimissioni di Marino

Dopo l’assoluzione definitiva di Ignazio Marino per la vicenda degli scontrini l’allora commissario del PD Roma Matteo Orfini è tornato a rivendicare la decisione di far cacciare il sindaco attraverso le dimissioni in massa dei consiglieri eletti. Estella Marino, all’epoca assessora all’Ambiente della giunta del Marziano, su Facebook ieri ha però raccontato un retroscena che cozza con questa narrazione:

Io c’ero quando il commissario ci convoco’ a noi assessori perché bisognava sfiduciare Marino (di per sé cosa senza molto senso visto che gli assessori sono di nomina del Sindaco e il sindaco avrebbe potuto nominare altri… Come gesto politico si sfiducia in Aula poi, non certo in giunta).

Io c’ero e mentre andavo alla riunione mi chiamò, non il Segretario, ma diciamo una persona per lui (un grado di intermediazione), riportandomi, con una certa incredulità lei stessa, il seguente messaggio “di a Estella che si deve dimettere”. Io che ancora non capivo cosa stesse succedendo, e di fatto tanto doveva ancora succedere per come lo conosciamo, rimasi interdetta, la mia risposta ad una cosa che mi sembrava totalmente folle e senza senso fu “non ci penso minimamente, fatemi capire cosa succede e poi forse ci rifletto”. Devo dire che dall’altra parte della cornetta ci fu quasi un sollievo ed un sorriso, mi ricordo ancora le parole “ne ero sicura, qualunque cosa decidi io sono con te”.

(Quindi tutta quella linea di condotta che sia stata una scelta autonoma del Segretario, o a ruota di qualche suggerimento locale, nn cambia, la responsabilità per un segretario nazionale c’è tutta.)

La Marino ha anche aggiunto altro riguardo la famosa riunione dei consiglieri con il Commissario (Orfini) che oggi dice che Marino fu cacciato perché incapace, invece nella riunione parlò subito proprio degli scontrini:

Io c’ero, a quella riunione convocata dal Commissario nella sede nazionale del partito, convocati tutti gli assessori (del Pd e vicini al Pd), e l’introduzione del Commissario partì dalla questione scontrini (avoja a dire oggi che non era quello, che il problema era la rottura del rapporto con la città). Allora il grimaldello fu quello, tanto che nel mio intervento dissi che era ridicolo affrontare la questione degli scontrini, che c’era, e nessuno lo negava, un problema politico enorme (anche nell’inesistente rapporto tra Segretario Nazionale e Sindaco) e che si doveva affrontare quello.

Si incrino’ il rapporto di fiducia, tanto che Sabella che era assessore alla legalità dichiaro’ che con quella delega era difficile sostenere una giunta con un Sindaco al quale probabilmente sarebbe arrivato un avviso di garanzia sulla questione, e gli ultimi consiglieri indecisi sull’andare a firmare capitolarono la mattina in cui uscì sui giornali l’avviso di garanzia.

Questi sono i fatti, poi potete raccontarla come vi pare.

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