Politica

I renziani “lealisti” restano nel Pd

luca lotti

Mentre i renziani di stretta osservanza preparano la scissione al grido di “Toscana o morte”, ci sono anche i renziani “lealisti” che vogliono restare nel Partito Democratico. Un’ampia e vasta area che va da Lotti a Guerini passando – a quanto pare – per Delrio non seguirà i vari Boschi, etc nella nuova avventura del senatore di Scandicci. Spiega oggi Carlo Bertini su La Stampa:

Da una parte i duri, Rosato in testa, Boschi, Bonifazi, Nobili, Marattin, altri parlamentari e tanti altri nei territori. Una barricata dove si ritroveranno in caso di scissione le ministre Bellanova e Bonetti, e i sottosegretari Ascani e Scalfarotto. Tutti a presidiare l’area Renzi. Mentre il ministro Guerini e i sottosegretari Margiotta, Malpezzi e Morani resteranno nel Pd. Insieme a decine di parlamentari della corrente Base riformista.

A patto però che Zingaretti registri il cambio di fase politica che la costruzione del governo deve comportare anche nel Pd. Tradotto, la corrente di Guerini e Lotti, chiede una gestione collegiale che porti magari ad una presidenza affidata alla ex minoranza: con un identikit che potrebbe corrispondere a quello di Graziano Delrio, che lascerebbe il posto ad un capogruppo fedele al segretario. Questo se cadesse l’ipotesi di una presidenza a Renzi («che stabilizzerebbe il partito», sostiene uno dei big), un tema che per il segretario non è all’ordine del giorno. Ma di cui si discute nel Pd.

lorenzo guerini

A incaricarsi di lanciare la proposta di una gestione collegiale del partito, che porti ad un’alleanza tra le correnti Base riformista e la maggioranza che ruota attorno al leader (formata da Zingaretti, Gentiloni, Franceschini e Orlando) è stato Lorenzo Guerini. Con il suo stile felpato, il neo ministro della Difesa ha scelto il palco di Cortona, dove si svolgono le assise di Area dem, la corrente di Franceschini, per tendere la mano al segretario proprio nel momento di massima tensione con i renziani.

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