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Renzi e le tre stranezze nella storia del prestito per la villa dal finanziatore della Fondazione Open

matteo renzi salvini condannato

Ci sono almeno tre stranezze nella vicenda della villa di Matteo Renzi e Agnese Landini acquistata con i soldi di Riccardo Maestrelli, finanziatore della Fondazione Open e amico del leader di Italia Viva. Ieri l’ex presidente del Consiglio ne ha parlato prima in una lunga diretta facebook e poi in un messaggio sul social network dal quale traspare un evidente imbarazzo. E anche la prima delle tre stranezze.

Renzi e il prestito per la villa dal finanziatore della Fondazione Open

Renzi infatti scrive che ha comprato casa a Firenze chiedendo un prestito (privato) a “una conoscente”, “Un prestito personale, con sottoscrizione di una scrittura privata: una cosa del tutto legittima e ineccepibile. Prestito restituito in meno di cinque mesi. Ovviamente tutto tracciato con bonifico. Ho poi acceso un mutuo di 1.000.000 di euro che sto pagando con la mia indennità parlamentare. Per completare le informazioni: grazie ai proventi personali regolarmente registrati ho dichiarato 830.000 euro nel 2018 e dichiarerò oltre 1.000.000 euro nel 2019. Nel 2019 ho pagato per adesso circa mezzo milione di euro di tasse. Questo per rispondere a chi dice che vivo di politica”.

matteo renzi anna picchioni riccardo maestrelli

Tutti i passaggi di denaro sono stati ricostruiti dagli investigatori dell’Uif, l’Unità antiriciclaggio della Banca D’Italia, attivati da una segnalazione di “operazione sospetta” della Cassa di Risparmio di Firenze. Il report è stato trasmesso mesi fa alla procura fiorentina che ha aperto un fascicolo modello 45, senza ipotesi di reato né indagati. È un procedimento diverso da quello che investe la fondazione Open. Spiega oggi Repubblica:

I detective di Bankitalia hanno scoperto che Renzi il 13 giugno 2018, un mese prima del rogito, ha pagato la caparra con quattro assegni da 100 mila euro ciascuno che ha potuto staccare grazie a un bonifico di 700 mila euro versato sul suo conto corrente il giorno prima. Da chi? Dalla vedova Anna Picchioni, madre settantenne di Riccardo, Giulio ed Elena Maestrelli, imprenditori fiorentini attivi nei settori immobiliare, commercio all’ingrosso della frutta e alberghiero. Proprio quel Riccardo Maestrelli che il governo Renzi nominò nel cda della Cassa Depositi e Prestiti immobiliare. Proprio Riccardo Maestrelli, detentore del 50 per cento di Palazzo Ruspoli dove nel 2012 avevano sede la fondazione Big Bang (l’embrione di Open) e il comitato elettorale renziano. I Maestrelli, tra l’altro, sono tra i maggiori finanziatori di Open: hanno donato 300 mila euro, e Renzi non ha mai fatto mistero dell’amicizia con Riccardo, di cui è stato ospite a Forte dei Marmi. Il

E questa è quindi la prima stranezza: perché il prestito viene fatto dalla vedova e non direttamente dai figli?

Matteo Renzi e i 700mila euro avuti “da una conoscente”

La villa ha una metratura complessiva di 276 metri quadri, divisi in 11,5 vani. Senza contare il parco da 1.580 metri quadri, che completano il salotto open space, la cucina grande, tre camere con bagno, studio e una terrazza. L’abitazione apparteneva al professor Lapo Puccini, nonno dell’attrice Vittoria. Il restauro della casa iniziò poi a dicembre 2018 per un costo di appena 90mila euro come mostra il documento del cantiere. La trattativa per l’acquisto dell’immobile l’ha fatta lo studio dell’avvocato Alberto Bianchi, indagato per finanziamento illecito ai partiti. Venne firmato un preliminare da 400mila euro (versato con 4 assegni da 100mila euro ciascuno).Renzi disse di essere riuscito a coprire i 900mila euro con un mutuo presso il Banco di Napoli. E qui c’è la questione del giro di denaro, che è assai curiosa:

Il giro di denaro è assai curioso: la holding della famiglia Maestrelli, la Pida spa, versa i 700 mila alla signora Picchioni con la causale “pagamento in conto acquisto 25 per cento partecipazione Mega srl”, poche ore dopo la signora li bonifica sul conto corrente aperto presso il Banco di Napoli dal senatore Renzi e da sua moglie Agnese.

riccardo maestrelli villa di renzi

Anche alla procura di Firenze risulta che il prestito sia stato restituito completamente. E qui Repubblica segnala la seconda stranezza: la Pida spa, la holding dei Maestrelli, gira alla signora Picchioni 700 mila euro a saldo di un vecchio acquisto di quote societarie, ma secondo gli analisti della Uif nella cifra ci sono 158 mila euro in più del dovuto. Perché?

Infine, la terza stranezza segnalata da Repubblica: per la caparra Renzi utilizza solo 400 mila euro, poi accende un mutuo da un milione. Perché, quindi, ne ha chiesti 700 mila alla famiglia Maestrelli? 

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